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Berlusconi: ‘L’asse PD-M5S sarebbe una rovina’

«Io non mi arrendo e non lascio il campo di battaglia». Silvio Berlusconi torna a spolverare i toni da campagna elettorale e delinea la strategia di Forza Italia per il 2014: puntare su «indecisi ed elettori ‘cinque stellè ed evitare »un accordo tra Pd e M5S che sarebbe la rovina nostra e dell’Italia«. Il leader di Fi, in questi giorni, è sempre al lavoro, impegnato a dare una forte accelerata alla trasformazione del partito. Le indiscrezioni su modifiche all’organizzazione della squadra che dovrà guidare Forza Italia il prossimo anno non si arrestano. Ed a poco serve una nota ufficiale con la quale smentisce »presunte liti interne e fantomatici repulisti«. Esce allo scoperto, invece, Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto e Tg4: non nega un suo possibile coinvolgimento di primo piano nel futuro del partito, ma lascia intendere che la decisione verrà presa dopo le feste. »Un mio impegno in Forza Italia? Credo che il presidente Berlusconi abbia intenzione di tirare le fila delle molte questioni aperte solo dopo la pausa natalizia – spiega – Allora vedremo come matureranno le condizioni. Ne parleremo, evidentemente, anche con il presidente di Mediaset Confalonieri e sentiremo cosa ne pensa anche lui«. È la conferma che qualcosa nel partito si sta muovendo. La struttura deve essere pronta a trasformarsi in una macchina d’attacco. »Entro il prossimo mese di gennaio sarò a Catania – promette Berlusconi ai ragazzi che lo ascoltano in una sala gremita della città siciliana – Faremo una passeggiata per caricare i tanti giovani e per convincere gli indecisi e ottenere la maggioranza perchè senza questa il nostro Paese è ingovernabile«. L’ex premier insiste soprattutto sul tema del cambiamento. »Il nostro Paese oggi è ingovernabile perchè le nostre istituzioni, quelle che ci dà la Carta Costituzionale, sono fatte non per decidere, ma per vietare«, spiega. In un secondo passaggio, sembra invece accennare alla nuova legge elettorale da fare. »Bisogna cambiare il nostro Paese e renderlo moderno, capace di competere con gli altri, di raggiungere una forma vera di democrazia e di libertà, come per esempio negli Stati Uniti dove ci son solo due grandi partiti, i repubblicani e i democratici – spiega – Se non riusciremo ad avere la maggioranza ci ritroveremo in una situazione che per dare un governo al paese bisognerà ricorrere alle larghe intese«. Ma nessuna apertura al Pd. Anzi. »Immaginate il Pd al nostro fianco dopo quello che è successo, immaginate noi al fianco del Pd? Sarebbe una rovina dunque se il Pd trovasse un’accordo con il movimento Cinque stelle – conclude – Sarebbe la nostra rovina e la rovina del Paese. Per evitare questa minaccia abbiamo il dovere di impegnarci come non abbiamo mai fatto per convincere tutti gli elettori indecisi e quelli di Cinque stelle«.

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