| categoria: Roma e Lazio

Via allo sfratto dei commissariati: “agenti senza sede né alloggi”

Dal 1 gennaio il commissariato Flaminio Nuovo non esisterà più. Non nell’edificio dove si trova oggi e dove per anni è stato. La polizia, col bollo della magistratura che ha già chiesto di fare l’inventario perché l’immobile va sgomberato entro il 31 dicembre, è stata sfrattata dallo stabile. Effetto del decreto salvaRoma? Non in questo caso specifico. Ma gli altri 28 commissariati nella capitale potrebbero essere trascinati nel vortice del decreto e sparire dalle strutture che per anni li hanno ospitati. Già perché gran parte dei palazzi dove alloggiano poliziotti ma anche carabinieri, appartengono a privati. Che ora ne pretendono la restituzione. Il problema dell’affitto degli alloggi delle forze dell’ordine era stato affrontato in campagna elettorale da Ignazio Marino. Il sindaco a pochi giorni dal voto disse: “Le risorse per la sicurezza possono essere individuate in questa città: ci sono 29 commissariati che sono ospitati in stabili di proprietà privata e per le quali lo Stato paga di affitto 14,5 milioni di euro all’anno, quindi oltre 70 milioni di euro in una consiliatura. Da sindaco – sottolineò Marino – la prima cosa che farò, dato che abbiamo 19 luoghi che potrebbero essere messi immediatamente a disposizione delle forze di polizia perché appartengono al Comune, dirò al Ministero dell’Interno di utilizzare queste strutture in cambio di un numero di volanti e di risorse umane maggiore”.
Nulla di fatto. Tanto che il 31 dicembre gli agenti ospitati nel commissariato Flaminio Nuovo – un palazzo peraltro fatiscente, con alloggi logori e scrostati (i bagni in alcuni casi sono privi persino della catenella dello sciacquone) – saranno sfrattati. Poi toccherà a Sant’Ippolito e via via a tutti gli altri. “I beni demaniali anziché essere ceduti – ha spiegato Filippo Bertolami, segretario regionale per il Lazio del sindacato di polizia Anip Italia Sicura – dovrebbero essere oggetto di investimenti per ristrutturazioni in modo da collocarvi proprio gli uffici di polizia e gli alloggi che attualmente sono in strutture private, spesso fatiscenti e con ingenti costi per affitti e manutenzioni. Questo comporterebbe un risparmio di almeno 200 milioni di euro annui”. Nessuno però si è mosso fino a oggi. E la conseguenza è lo sfratto di chi guadagna 1.300 euro al mese, a fronte di alloggi d’oro occupati da funzionari di polizia e dirigenti distribuiti dal Dipartimento di pubblica sicurezza, come già denunciato in un’inchiesta di Repubblica. “Gli alloggi dorati – ha concluso Bertolami – dove vivono dirigenti con retribuzioni a 5 zeri, dovrebbero essere trasformati in alloggi collettivi per i colleghi con problemi economici”.

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