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STAMINA/ Brescia, nessuna prova di miglioramenti.Vannoni, porto i pazienti all’estero

Non c’è alcuna prova documentata di miglioramenti reali nei pazienti sottoposti al trattamento stamina. E’ quanto appare dalle 36 schede di sintesi delle cartelle cliniche elaborate dagli Spedali Riuniti di Brescia e consegnate agli esperti del primo Comitato istituito dal ministero della Salute per valutare la metodica messa a punto da Davide Vannoni.Nelle “analisi dei singoli pazienti” sono riportate il numero di infusioni effettuate da ciascun malato e la patologia di cui soffre, seguite da una valutazione generale delle condizioni cliniche, in cui si riportano situazioni stazionarie, peggioramenti o, in qualche caso, miglioramenti ma riferiti a livello soggettivo da parte del malato o dei suoi familiari.

In molti casi la casella ‘valutazione terapia’ non risulta compilata. Nella maggior parte delle schede non vengono riportati effetti collaterali alle infusioni alle quali sono stati sottoposti i malati, ma negli aggiornamenti più recenti, fermi al 25 novembre, non si registrano miglioramenti.
Per quanto riguarda il paziente affetto da atrofia multisistemica deceduto “circa due settimane dopo la prima infusione”, nella scheda si evidenzia soltanto: “Non si hanno notizie di eventi avversi dopo l’infusione”.
La Procura di Torino, intanto, non chiederà ulteriori proroghe per l’inchiesta sulla Stamina Foundation, i cui termini stanno per scadere. Il pm Raffaele Guariniello e i suoi collaboratori sono orientati a chiudere l’inchiesta entro i primi giorni del 2014. Si aspetta solo la consulenza farmacologica.
Ma i sostenitori del metodo stamina non si arrendono. Domani, a Roma, si terrà una conferenza stampa – dal titolo emblematico “Chi ha paura della verità su Stamina?”- dei genitori dei piccoli pazienti curati con la metodologia di Vannoni agli Spedali Civili di Brescia. Le famiglie mostreranno la documentazione medica che “attesta gli esiti degli esami laboristici e strumentali, dalle indagini generali (esami del sangue, di liquidi biologici, di radiologia e diagnostica per immagini) fino a quelle selettive per l’esplorazione diagnostica dei vari tessuti, organi, apparati e sistemi.
Davide Vannoni, 43 anni, promette battaglia e annuncia: “Continueremo la sperimentazione all’estero, non ho truffato nessuno e mai preso un soldo”. È vero, non sono un medico. Mai usato una siringa, mai curato un paziente”. La lobby dei farmaci vuole fermarmi sulla pelle di chi soffre. Ho preso soldi ma solo da chi poteva permetterselo”

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