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JUVE/ Conte, dobbiamo provare a vincere tutto

Antonio Conte tra i migliori tecnici del mondo. Manca ancora l’ufficialità, ma ormai non sembrano esserci più dubbi: sarà lui il vincitore, a Dubai, del Globe Soccer Award come miglior tecnico dell’anno. Un successo che gli fa ritrovare la parola persa nelle ultime settimane, dopo che il suo nome era stato accostato al nuovo filone del Calcioscommesse. E lo proietta verso un 2014 che, assicura, sarà ancora una volta ricco di successi. «Resta l’amarezza per essere uscito dalla Champions League per una gara che non è stata giocata (a Istanbul, ndr). Ma dopo due anni in cui la Juve è cresciuta tantissimo, adesso deve avere l’obiettivo di vincere anche a livello internazionale. Per la Champions non baratterei nulla, perchè sono sicuro che in futuro la vincerò», afferma il tecnico, protagonista con Fabio Capello e Pep Guardiola di un forum che gli ha dato l’opportunità di tracciare un primo bilancio del 2013 e di fissare gli obiettivi per il nuovo anno. «Abbiamo tre traguardi – osserva -: lo scudetto, la Coppa Italia e l’Europa League. Dobbiamo provare a vincerli tutti e tre. E io non scelgo». Certo per vincere, soprattutto in Europa, conterà molto la crescita del club e, in generale, del calcio italiano. «In questo momento non dipende solo da noi, ma soprattutto dalle altre – riconosce Conte -. Il Bayern Monaco ha vinto tutto l’anno scorso e nonostante ciò ha investito oltre 60 milioni senza battere ciglio. Dipenderà dalla crescita economica che l’Italia riuscirà a fare per cercare di tornare a livelli competitivi, di quando giocavo io». Applaude Conte anche capitan Buffon: «Sicuramente i meriti del nostro allenatore per questi due anni e mezzo di percorso sono incredibili». Che poi riflette: «Quando devi vincere tre trofei, vuol dire che devi superare tantissimi avversari, vuol dire che per tutto l’anno devi essere sempre al 100% e non devi mai avere dei cali». La corsa intanto sta per ripartire: domenica prossima arriva la Roma e domani la Juve torna ad allenarsi. Mancherà solo Conte, che attenderà la premiazione a Dubai prima di rientrare in Italia e rimettersi al lavoro. «Il mio futuro tra un anno? Non importa nulla, in questo momento ho solo la Juve in testa» assicura l’allenatore. Che affronta anche i segreti della sua esperienza in panchina: «Non essendo dotato, ho basato la mia carriera su corsa e sacrificio. Non sapevo a chi dare la palla a volte. Così, ora da allenatore ho cercato soluzioni per aiutare i meno dotati tecnicamente. Chiedo ai miei calciatori di domandarmi perchè facciamo certi schemi, la loro utilità. Quando capiscono lo fanno più volentieri; io non ordino, faccio capire. L’importante è avere società e giocatori di qualità e poi la credibilità che riusciamo ad ottenere presso i calciatori nel portare la nostra idea di calcio. Guardiola è stato un esempio importante». La chiusura è sulle novità da introdurre nel calcio: «Sono favorevole al time-out. Ne farei uno per tempo per permettere ai giocatori di comunicare con la panchina. A me piace studiare il calcio e vedo un’evoluzione continua».

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