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Shalabayeva lascia Roma, a Ginevra con i figli

Tanto è rimasta a Roma Alma Shalabayeva, la donna kazaka espulsa dall’Italia lo scorso maggio su pressione delle autorità di Astana e rientrata ieri dopo sette mesi di lavorio diplomatico. Nel primo pomeriggio la moglie del dissidente kazako Muktar Ablyazov, detenuto in carcere in Francia, è partita da Fiumicino alla volta di Ginevra con i suoi tre figli: la piccola Alua di 6 anni – che con la mamma ha condiviso la dolorosa vicenda -, il maschio Madiyar e la maggiore Madina che da tempo risiedono in Svizzera dove Alma intende prendersi un periodo di riposo circondata dal loro affetto. «Voleva trascorrere l’ultima parte delle vacanza con tutta la famiglia», ha detto il suo legale Anna d’Alessandro sottolineando che Ginevra «non è una scelta definitiva». «Rientrerà in Italia a metà gennaio e solo dopo deciderà dove stabilirsi definitivamente», ha aggiunto l’avvocato. «Non ho ancora preso una decisione» sulla mia destinazione finale, aveva risposto ieri la stessa Shalabayeva ai giornalisti che le chiedevano dei suoi progetti per il futuro. Ma che l’Italia fosse solo una tappa intermedia era apparso subito chiaro: «Mi sembra di capire che sia orientata a stabilirsi a Ginevra» con i suoi figli, aveva fatto sapere il ministro degli Esteri Emma Bonino dopo il loro incontro alla Farnesina. Del resto, aveva spiegato Bonino, la signora è libera di decidere «dove stabilirsi», essendo in possesso di un visto Schengen, concesso proprio dall’ambasciata italiana di Astana. Di sicuro nel futuro immediato della donna c’è il rientro a Roma nella prima metà di gennaio, quando dovrà essere interrogata dal pm Eugenio Albamonte. Al centro dell’interrogatorio ci saranno soprattutto le modalità della sua frettolosa espulsione – con un decreto poi ritirato dal governo italiano sulla scia di un polverone politico -, ma anche il suo possesso di un passaporto ritenuto falso per il quale è indagata. Per questo motivo Shalabayeva sarà interrogata in presenza di un difensore. Sono invece indagati per sequestro di persona l’ambasciatore del Kazakistan in Italia, Andrian Yelemessov, il consigliere per gli affari politici, Nurlan Khassen, e l’addetto agli affari consolari, Yerzhan Yessirkepov. La signora ha inoltre espresso il desiderio di andare a trovare il marito in carcere, che solo oggi ha saputo del rientro della moglie in Italia e della fine, almeno per ora, del «ricatto» dei kazaki che puntano ad ottenere l’estradizione di Ablyazov dalla Francia. Ma il visto di Alma è temporaneo e, se la sorte dell’ex ministro caduto in disgrazia non dovesse essere quella che vuole Astana, tra qualche tempo il Kazakhstan potrebbe rivolerla indietro.

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