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RUSSIA/ Paura sui Giochi: altri 17 morti in un nuovo attentato a Volgograd

È salito ad almeno 17 morti e 45 feriti il bilancio ancora provvisorio del secondo attentato dinamitardo a Volgograd nel giro di 24 ore: lo ha reso noto il vice governatore della regione omonima, Vassily Galushkin. Una violentissima esplosione ha sventrato un filobus nella città della Russia meridionale, all’indomani dell’analogo attacco terroristico nella locale stazione ferroviaria, e a 39 giorni dall’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014, il 7 febbraio prossimo.

Stando ai primi rilievi investigativi, non si sarebbe trattato ancora una volta dell’opera di un kamikaze, ma dello scoppio di una bomba occultata a bordo del veicolo, che stava dirigendosi verso il centro cittadino. Immediatamente informato il presidente Vladimir Putin. Un aereo della Protezione Civile federale è in procinto di raggiungere Volgograd da Mosca per rendere possibile il rapido trasferimento dei feriti più gravi in ospedali specializzati.
Nel frattempo è salito a non meno di diciassette il computo delle persone rimaste uccise nella strage di ieri, mentre ammontano a 45 quelle che hanno riportato lesioni. L’attentatrice, che si è fatta esplodere è stata identificata: secondo quanto rende noto il sito di notizie vicino ai servizi dell’Fsb Life News, si tratterebbe di Oksana Aslanova, 26 anni, originaria del Daghestan, la regione in cui si concentrano i gruppi jihadisti.

L’esplosione ieri è avvenuta alle 12.45 ora locale (le 9:45 in Italia) nella zona dei metal detector posta all’entrata della principale stazione ferroviaria della città. L’ordigno indossato dall’attentatrice aveva una potenza equivalente a 10 chilogrammi di tritolo. I controlli della sicurezza avrebbero impedito all’attentatrice di raggiungere la sala d’aspetto, contenendo così il numero delle vittime.

Due mesi fa un’altra kamikaze originaria del Daghestan aveva ucciso sei persone facendosi saltare in aria in un autobus pieno di studenti a Volgograd. La città, di circa un milione di abitanti, che si trova nelle vicinanze del Caucaso russo, una zona politicamente instabile, e a 690 chilometri da Sochi, dove sono in programma le olimpiadi invernali del prossimo anno.

Dopo l’attentato, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto alla Commissione inquirente l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza. Putin ha anche chiesto di assicurare tutta l’assistenza necessaria alle persone ferite dell’esplosione, provvedendo al loro trasporto a Mosca se necessario.

Le autorità russe hanno rafforzato la sicurezza nella metropolitana di Mosca, e le misure di sicurezza, inoltre, saranno rafforzate in stazioni e aeroporti, ha aggiunto un portavoce della polizia, Vladimir Kolesnikov. Tre giorni fa un’autobomba era esplosa nella città meridionale russa di Pyatigorsk, vicino al Caucaso, uccidendo tre persone.

In città si vanno diffondendo continue voci relative ad altre esplosioni sui mezzi pubblici, come quella che in mattinata ha sventrato un filobus o la precedente, ieri nella locale stazione ferroviaria. Pronta la smentita del ministero russo per la Protezione Civile: «Non si sono verificate nuove esplosioni», ha puntualizzato una portavoce, Svetlana Smolyaninova. «Gli abitanti chiamano costantemente i servizi di emergenza e chiedono se ce siano state, ma si tratta di informazioni prive di conferma. È il panico», ha ammesso, invitando comunque la popolazione dell’ex Stalingrado a mantenere la calma.

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