| categoria: sanità Lazio

Botti di Capodanno: a Palidoro salvano l’occhio di un bambino ferito in Calabria

Un bambino di 10 anni stava festeggiando il capodanno con la propria famiglia, all’aperto. A mezzanotte i tradizionali botti di Capodanno.
A un certo punto, un petardo esploso troppo vicino ha spinto tutti a voltarsi verso la fonte del forte rumore. Proprio in quell’istante una scheggia luminosa raggiunge l’occhio del bambino. La paura e l’angoscia dei genitori, convinti che il proprio figlio abbia perso irrimediabilmente l’occhio, li fa però correre all’ospedale di Cosenza, che contatta il DEA del Bambino Gesù di Roma. Il dott. Paolo Capozzi e i medici della Divisione Oculistica decidono immediatamente per il trasferimento, in modo da avere la possibilità di intervenire.

Giunti a Roma, vengono effettuati d’urgenza esami TAC, da cui viene rilevata l’assenza di fratture ossee. Ma la diagnosi è grave: la cornea è aperta in due e la sclera gravemente lesionata nella parte inferiore.
Dall’OPBG di Roma, poi, il trasferimento nella sede Palidoro. Sono le 21:30 del 1° gennaio e il Dott. Capozzi, aiutato dalla Dott.ssa Paola Valente e dall’équipe della Divisione, inizia un delicato intervento, che durerà 3 ore.
Pulizia della cornea; pulizia del materiale fuoriuscito e liberazione della ferita chirurgica; ricucitura dei lembi della cornea e ricostruzione dell’integrità dell’occhio. Tutto deve essere fatto con la massima celerità e al tempo stesso con estrema precisione.

«Siamo riusciti a non enucleare il bulbo – spiega il dott. Capozzi uscendo dalla sala operatoria – e l’operazione ne ha salvato l’anatomia, almeno da un punto di vista estetico, e speriamo anche la funzionalità. Gli accertamenti dei prossimi giorni ci diranno che danni ha avuto. Ma – sostanzialmente – l’occhio è salvo».
Il bambino resterà ricoverato a Palidoro. Efficiente come sempre la collaborazione con Roma, ma una volta di più si può comprendere come la presenza di una TAC anche a Palidoro costituisca una priorità.
«Le ferite perforanti come questa – aggiunge Capozzi – sono le più gravi urgenze oculistiche, non solo in questo periodo dell’anno. Noi ne siamo consapevoli ed è per questo che siamo stati pronti ad effettuare un intervento così delicato con tanta tempestività».

Ti potrebbero interessare anche:

Non c'è pace per il San Camillo. Invaso dai senza tetto?
Albano, evitare la chiusura di pediatria al Regina Apostolorum
Regione, avviata fase di monitoraggio su servizi offerti da consultori
VACCINI ROMA/ il Comune di Roma promuove la diffusione del modello di autocertificazione del Ministe...
Asl Roma 3, il direttore generale getta la spugna
FROSINONE/ La sanità va a picco, Cittadinanzattiva attacca il commissario della Asl



wordpress stat