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Concessa la Bacchelli al regista Ferrara, percepirà un vitalizio dal 23 gennaio

Il regista Giuseppe Ferrara percepirà un vitalizio che gli permetterà di scongiurare il rischio sfratto al quale è stato ripetutamente esposto negli ultimi mesi del 2013. Al regista sono stati infatti riconosciuti i benefici della legge Bacchelli, norma che dal 1985 garantisce a chi si è distinto nel panorama culturale nazionale di accedere ad un fondo economico nel caso in cui versi in stato di particolare necessità. Ferrara, che ha diretto tra gli altri film come “Il caso Moro”, ha dunque ottenuto dalla commissione prefettizia che si è occupata di seguire il suo caso la possibilità di lasciarsi alle spalle settimane turbolente durante le quali ha scontato il diffuso, e decisivo, appoggio di gran parte del mondo cinematografico italiano. Alla fine di ottobre era stata l’Associazione nazionale autori cinematografici a organizzare la mobilitazione in favore di Ferrara, impegnato negli anni migliori della sua attività nella realizzazione di pellicole che hanno dato una lettura profonda delle più intricate vicende che hanno percorso l’Italia degli anni di piombo e dei primi anni ’80. All’inizio di dicembre era stato invece un nutrito gruppo di registi e attori ad indirizzare al presidente del Consiglio Enrico Letta e al sindaco di Roma Ignazio Marino una lettera per sollecitare il loro intervento proprio alla vigilia dello sfratto, provvedimento rinviato dopo l’intervento dell’assessore alle Politiche abitative del Campidoglio Daniele Ozzimo, il quale si era anche detto pronto a trovare una soluzione abitativa dignitosa per Ferrara. Ora gli scenari più critici sembrano essere stati definitivamente scongiurati. Il ministro dei Beni e delle Attività culturali Massimo Bray è intervenuto affinché venissero tradotte in atto istituzionale le richieste avanzate dal mondo dello spettacolo e il 23 gennaio il Consiglio dei ministri avrà così sul tavolo il documento che, una volta ratificato, concederà a Ferrara l’atteso vitalizio.Tra gli illustri esponenti della cultura italiana ad aver beneficiato della legge Bacchelli, in passato, il cantautore Umberto Bindi, il filosofo Guido Ceronetti e la poetessa Alda Merini. Beffardo il caso del poeta Riccardo Bacchelli, che ispirò la norma ma scomparve a soli due mesi dalla sua approvazione.

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