| categoria: economia

Telefonica punta a Tim Brasil, Telecom vola in borsa

Si infiamma Telecom a Piazza Affari sulle voci di un’offerta per Tim Brasil da parte di Telefonica insieme ad America Movil di Carlos Slim e all’operatore carioca Oi-Telemar. L’obiettivo della cordata, che vorrebbe lanciare l’offerta attraverso un veicolo, è spartirsi le spoglie della controllata sudamericana del gruppo italiano. In borsa Telecom ha chiuso con un balzo del 6,92% a 0,75 euro, dopo essere arrivata a guadagnare fino al 7,9%, tra scambi pari al 2,44% del capitale. A nulla è servita la nota della società che, rispetto alle indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore, ha precisato «di non essere a conoscenza di alcuna ‘offertà per Tim Brasil» e ha ribadito «ancora una volta, la strategicità dell’asset brasiliano». La speculazione ha spinto la Consob a scendere in campo, indirizzando agli spagnoli una richiesta di chiarimento: entro lunedì, quando riaprirà Piazza Affari, Telefonica, che di Telecom è anche il primo azionista, dovrà diffondere una nota al mercato per informarlo delle sue intenzioni su Tim Brasil. Ma non è solo l’authority a muoversi. Per non farsi trovare impreparati di fronte alla possibile accelerazione degli spagnoli e per assicurare un presidio contro i conflitti di interesse, i consiglieri indipendenti di Telecom sottoporranno al cda del 16 gennaio una mozione che, se approvata, imporrà di considerare le offerte sul Brasile, da qualsiasi parte provengano, come operazioni con parti correlate «di maggiori rilevanza». La proposta trova la condivisione dell’A.d Marco Patuano, che intende mantenere fede all’impegno di migliorare la governance di Telecom, dopo aver schivato per un soffio la revoca, insieme a tutto il cda, nell’infuocata assemblea di fine dicembre. Se la mozione passerà toccherà a un comitato costituito da soli consiglieri indipendenti, con l’assistenza di un proprio advisor, valutare preliminarmente qualsiasi offerta sul Brasile e solo in caso di giudizio positivo la proposta potrà arrivare sul tavolo del consiglio di amministrazione. Al muro contro gli spagnoli hanno fornito qualche mattone anche i sindacati: «la vendita di Tim Brasil rappresenterebbe un ulteriore passaggio per ‘impoverirè Telecom Italia e creare le condizioni per permettere agli spagnoli di incorporarla in Telefonica» ha detto Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil, chiedendo a Enrico Letta e Matteo Renzi di battere un colpo. In attesa che Telefonica chiarisca il mercato scommette. Per gli spagnoli è vitale che Telecom esca dal Brasile dopo che il Cade, l’Antitrust brasiliano, ha contestato l’accordo che porterà l’intero 22,4% di Telco sotto le insegne di Cesar Alierta. Senza la cessione di Tim Brasil, Telefonica si troverebbe di fronte alla sgradita alternativa di recedere dall’accordo con Telco o di vendere la metà della sua controllata carioca Vivo. Per riuscire nel suo piano, Telefonica dovrà organizzare un’offerta davvero irrinunciabile, come ha detto in passato Patuano, ben superiore a quei 9 miliardi di euro che in Telecom considerano il ‘minimo sindacalè per il 67% dell’asset brasiliano. Che il prezzo di Tim Brasil debba essere alto sembra crederlo anche il mercato: alla borsa di San Paolo Tim Participacoes balza del 9% nella convinzione di una maxi-offerta. Meno di quanto fa Oi (+14%), che acquistando Tim Brasil insieme agli altri offerenti, eliminerebbe un competitor sul ricco mercato carioca e beneficerebbe delle sinergie per gli asset acquistati nello spezzatino.

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