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Italiani bloccati a Gaza, Farnesina: ‘Gli avevamo detto di non andare’

Sono ancora bloccati a Gaza gli attivisti italiani entrati nella Striscia giovedì scorso per portare aiuti umanitari ad un ospedale e rimasti ‘intrappolatì per la decisione delle autorità egiziane di chiudere, sabato, il valico di Rafah che dovrebbe riaprire domani. Una vicenda, quella dei volontari dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, che il ministero degli Esteri continua «a seguire da vicino» assicurando il «massimo impegno», ma rispetto alla quale fa sapere di aver «diffidato per iscritto» gli attivisti dall’andare a Gaza. Diffida, precisa il portavoce della Farnesina, Aldo Amati, notificata prima della partenza. Partiti in 34, ad essere rimasti bloccati sono ora in 24 perchè dieci di loro sono riusciti a riattraversare il valico prima della chiusura. L’ultimo aggiornamento sulla situazione lo ha fornito uno degli attivisti, Domi Sbiroli, sulla sua pagina Facebook. «Da tre giorni il valico di Rafah non consente alla delegazione di uscire dal territorio palestinese. Nonostante le rassicurazioni che ci arrivano dalla nostra ambasciata in Egitto, ad oggi non possiamo con certezza prevedere quando questa situazione si potrà sbloccare», ha scritto il volontario pugliese, qualche ora prima che un dipartimento del ‘ministero dell’Internò di Hamas a Gaza annunciasse che il valico riaprirà domani per 48 ore. «Gli egiziani ci hanno informato ufficialmente che il valico sarò eccezionalmente aperto mercoledì e giovedì», recita una nota. La Farnesina «aveva diffidato per iscritto gli attivisti dell’Anml (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) dall’entrare a Gaza», ha affermato Amati precisando che la diffida scritta era stata notificata prima dell’ingresso a Gaza degli attivisti. Il gruppo di italiani avrebbe dovuto prendere il volo di ritorno per l’Italia dal Cairo domenica. Nel frattempo, dalle notizie che circolano sul web, si apprende che gli attivisti stanno proseguendo con i loro incontri di solidarietà. Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha, intanto, contattato il presidente dell’Unione Province Sarde, Roberto Deriu – una degli attivisti bloccati, Stefania Boi, è una collaboratrice dell’Ups – assicurando il massimo impegno della Farnesina sulla vicenda.

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