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Renzi stoppa Berlusconi, niente diktat sulla legge elettorale

Matteo Renzi sempre al centro del dibattito politico conduce il gioco attraverso una sapiente gestione dei canali mediatici. Ieri davanti alle telecamere ha chiarito che non accetterà i diktat né di Silvio Berlusconi né di altri sulla legge elettorale. «Abbiamo scritto una lettera, come Pd, dicendo: ci sono tre ipotesi diverse di tre legge elettorale. Il Pd fa un passo indietro, non impone una legge», ha spiegato il segretario del Pd rispondendo, a Otto e mezzo, a una domanda sulla richiesta di Berlusconi di legare la riforma elettorale a elezioni anticipate. «Non è che non li facciamo noi che siamo il primo partito» i diktat e li fanno altri, ha chiarito, «non è che le condizioni le possono fare gli altri. Dico confrontiamoci, ma senza mettere dei diktat, dire `la voto solo se fa cosi´». Dunque diktat «da nessuna parte. Non li fa il Pd, non li fa Berlusconi, non li fa nessuno degli altri», ha ribadito.
«La proposta di Alfano può andare bene, la sottoporremo agli altri partiti e vedremo quale andrà bene». Lo ha detto Matteo Renzi a Otto e Mezzo. «A me non interesse il modello che faccia più comodo al Pd ma quello che può fare più comodo agli italiani. Alfano è parte dle centrodestra, non è che sta con noi. Ci fa molto piacere se sia disponibile. Per quale motivo il sistema che ho proposto non dovrebbe funzionare? Per me funziona, ci metto il cuore, mi aggrappo a tutte le possibilità perché l’otto dicembre i cittadini ci hanno dato una grande possibilità», ha aggiunto Renzi.
Sul rimpasto «il presidente Letta se decide fare dei cambiamenti benissimo, faccia lui ma l’idea che siccome ho vinto il congresso voglio «due ministri, un sottosegretario fa tanto vecchio stile io non farò mai una trattativa per due ministri: io voglio cambiare il Paese non il governo».

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