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Zingaretti svela la short list dei direttori generali. E adesso deve scegliere

Finalmente la prima scrematura è pronta: di 581 candidati idonei al ruolo di direttori generali delle aziende sanitarie, ne sono stati scelti 50, che sono entrati a far parte della «short list» presentata oggi dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «Per dare un segno di discontinuità, ho voluto che la commissione di valutazione fosse direttamente individuata dall’Agenas – ha precisato – e ho chiesto ad essa di aiutarmi ad individuare questi 50 nominativi, mettendo al centro i criteri della qualità e del merito e non l’appartenenza politica. Abbiamo atteso la scadenza naturale di tutti i dg delle Asl del Lazio che, in parte, si determinerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Riteniamo che questo sia un sistema corretto anche nei confronti di quei professionisti che hanno svolto il loro lavoro nella nostra Regione. Il contratto di molte figure apicali, però, sta per scadere ed è ora di cambiare. In questi giorni di grandi polemiche – ha concluso – abbiamo atteso perché sia chiaro che la sanità che ci ritroviamo adesso è quella gestita dalla squadra del passato». Il governatore finge leggerezza e disinvoltura, mentre nella sala della Regione presenta ai giornalisti la famosa lista. Al suo fianco non c’è il nuovo subcommissario governativo Botti, insediato 24 ore fa e del quale dice un gran bene (anche se proviene da area politica sostanzialmente ostile). E nessuno lo mette in mora, nessuno lo mette in difficoltà. Può tranquillamente dire che la bocciatura incassata dal Ministero dell’economia è una forzatura dei giornali e che o cinquanta prescelti (la lista che noi pubblichiamo è finalmente pubblica ed è anche sul sito della Regione) è la migliore possibile, che più della metà dei manager selezionati viene da fuori regione, dato che chissà perché dovrebbe essere segno di rinnovamento e di pulizia morale e politica. Qualcuno gli spieghi che ci sono teorie diverse in proposito e magari sveli gli altarini: Francesco Ripa di Meana, ad esempio, viene dalla Emilia Romagna ma ha onestamente esercitato lo stesso mestiere nel Lazio. E’ un cavallo di ritorno. Nella short list ci sono manager sperimentati e con lungo pedigree professionale ma anche personaggi passati in modo non del tutto asettico nelle cronache degli scorsi anni. Questioni di curricula o di altro? Molti dei considerati sono attualmente in servizio in Asl e ospedali del Lazio, e alcuni non hanno dato e non danno brillante prova di sé: è davanti a tutti, dunque qual è il criterio della scelta.? Considerando che sono rimasti fuori personaggi pesanti, importanti, sicuramente capaci e di spessore; neanche troppo coinvolti nelle politiche di potere. Sarà per questo….? Nei corridoi della politica capitolina si sventola il solito manuale Cencelli, Zingaretti assicura che si chiuderà nel suo studio e deciderà da solo. Ci si permetta di dubitare. Una postilla. Diversi dei nomi contenuti nella lista sono anche in analogo elenco reso pubblico dalla Regione Sicilia, impegnata nel medesimo esercizio (a proposito, a scegliere è stato lo stesso professore pisano, una curiosa coincidenza). Facciano attenzione ai doppioni.

Per leggere la short list dei direttori generali <cliccare qui>

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