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I chirurghi scrivono alla Lorenzin contro lo spot tv sugli errori clinici

Dure critiche allo spot televisivo di Obiettivo risarcimento, che invita le vittime di presunti casi di malasanità a intraprendere iniziative giudiziarie contro i medici. E un invito alle istituzioni affinchè venga approvata al più presto una legge che regoli il contenzioso medico-legale. Questo il contenuto della lettera che il presidente del Collegio italiano dei chirurghi, Nicola Surico, ha inviato questa mattina al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e, per conoscenza, a Pierpaolo Vargiu (presidente Commissione Affari sociali della Camera); Benedetto Fucci (segretario Commissione Sanità della Camera); Antonio Tomassini (presidente Associazione di iniziativa parlamentare e legislativa per la salute e la prevenzione); Emilia De Biasi (presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato); Franca Biondelli (Commissione Affari sociali della Camera). «È in atto – recita la lettera – una campagna pubblicitaria che non può non destare particolare preoccupazione nei medici e nel personale infermieristico che quotidianamente, con abnegazione e tra difficoltà di tipo strutturale e organizzativo, si prodigano per salvare vite umane». Il Cic critica aspramente lo spot televisivo Obiettivo risarcimento, trasmesso sulle principali reti nazionali, che invita le vittime di presunti casi di malasanità a intraprendere iniziative giudiziarie per reclamare un risarcimento danni. Iniziative che, nel 95% dei casi – ricorda il Collegio – si concludono con esito favorevole nei confronti del medico, dopo aver procurato, tuttavia, stress ai pazienti e agli stessi operatori sanitari, nonchè ingolfato i tribunali di cause infondate. ( Il Cic – si legge ancora – è al fianco dei pazienti e delle loro associazioni che giustamente chiedono un equo risarcimento nei casi accertarti di malpractice e li invita a una sana alleanza al fine di tutelare non solo i cittadini ma anche i medici, spinti sempre più verso una medicina difensiva molto costosa e, da qualche tempo, anche astensiva, poichè evitano casi difficili e ad alto rischio che potrebbero sfociare in un contenzioso medico-legale. Essendosi creata una «situazione ormai insostenibile» per gli alti costi delle polizze assicurative e per la fuga delle società assicurative, il Cic sollecita il Parlamento «ad accelerare l’iter legislativo in corso presso le commissioni parlamentari affinchè si arrivi quanto prima ad una giusta soluzione relativa al contenzioso medico-legale, che possa ridare serenità al lavoro dei medici e soprattutto far sì che si recuperi quel rapporto di fiducia tra medico e paziente da tempo deteriorato».

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