| categoria: sanità

Nuovo tilt per il sistema della ricetta elettronica

Neppure il 15% delle farmacie delle 18.000 italiane utilizzano a regime la ricetta digitale, eppure il server Sogei, che gestisce il sistema, sembra già dare segni di affaticamento. È stato decisamente un brutto inizio anno per la prescrizione elettronica che ha fatto penare, da sabato scorso, migliaia di farmacisti, riuscendo a dare solo oggi un momento di tregua. Server lentissimi o che funzionano a singhiozzo, magari restano fermi per ore. Code di pazienti fuori dalle farmacie e titolari impegnati a fare le ore piccole per cercare di inserire i dati in orario notturno, l’unico nel quale il server riprendeva a funzionare normalmente. Scene che si sono viste soprattutto in Sicilia e Basilicata, regioni dove la ricetta elettronica è partita a spron battuto, senza prima una preliminare fase di sperimentazione, come sta avvenendo altrove. Una situazione esasperante al punto che i titolari di farmacie, attraverso l’associazione di categoria Federfarma, si dicono pronti ad alzare la voce. «Colleghi disperati perchè la gente in coda si lamentava – denuncia Francesco Mangano, presidente di Federfarma Sicilia – ma il rischio è anche del farmacista, che si trova a prescrivere medicinali indicati su un foglio bianco non prestampato nè timbrato, che accompagna la ricetta elettronica e può esser facilmente falsificato». E, per giunta, non è la prima volta che succede. A novembre un tilt aveva bloccato tutto per due giorni, ma i problemi in realtà sono quotidiani. «Decine e decine di falle sono emerse in questi mesi, alcune risolte altre no – aggiunge Mangano – è come se il sistema non reggesse alla mole di lavoro. Ma se è così ora, ci chiediamo cosa dobbiamo aspettarci dal futuro, quando la smaterializzazione sarà diffusa ovunque». Certo è che quel tempo non è vicino. Rispetto alla aspettative dell’Agenda elettronica, l’Italia è lungi dall’aver raggiunto quel 60% previsto entro il 2013. Con molte regioni che stanno sperimentando e altre che devono ancora iniziare, come le Marche, dove è stato appena annunciato l’avvio del progetto su un campione 215 i medici di assistenza primaria e 49 i pediatri. Eppure quello della ricetta elettronica è un percorso inevitabile. «Indubbiamente siamo a favore, perchè una volta a regime porterà risparmi e maggior controllo sulla spesa. Ma va fatto con accortezza. Inutile continuare a mettere a regime altre regioni. Per legge possiamo fare tutti i programmi che vogliamo ma bisogna poi poterli seguire. Non si può bloccare tutto così», spiega Nicolosi, vicepresidente di Federfarma. La situazione è in via di miglioramento ma l’associazione di categoria, teme per il futuro ed è pronta ad alzare la voce. Dopo aver scritto alle Regioni interessate e alla Ragioneria di Stato, cui fa capo il sistema Sogei, «chiedendo massima attenzione e maggior prudenza nei piani di estensione della sperimentazione», si dice pronta a rivolgersi alla Procura della Repubblica. «Se continua così – conclude NIcolosi – sporgeremo denuncia per interruzione di pubblico servizio».

Ti potrebbero interessare anche:

Cura, riabilitazione, ricerca: cento amputati all'anno nel reparto di eccellenza della Fondazione S....
Anaao (medici e dirigenti sanitari) fa causa al governo sugli orari di lavoro
Obbligo polizza, niente sanzioni dall'Ordine dei medici
Tre milioni ricoveri anziani evitabili con 'tagliando' a terapie
Oms, nel 2017 in Europa +400% casi di morbillo
VERONA/ Meneghini&Associati si aggiudica la comunicazione dell’Ulss9 Scaligera



wordpress stat