| categoria: politica

Ok per le nuove regole sulla rappresentanza, sanzioni per chi viola gli accordi

Arrivano le nuove regole sulla rappresentanza e la democrazia sindacale che rendono operativo l’accordo del 31 maggio scorso, già definito «storico», con la nuova intesa raggiunta da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. È l’ultimo atto di un percorso che si candida ad essere possibile base di un’eventuale legge sulla rappresentanza, che in questi giorni lo stesso segretario del Pd Matteo Renzi ha sostenuto con il Jobs Act. Il regolamento attuativo costituisce «un vero e proprio testo unico in tema di rappresentanza sindacale», sottolineano Confindustria e sindacati in una nota congiunta, dopo la firma dei rispettivi leader confederali, Giorgio Squinzi, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Vengono indicate le regole per misurare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali (con il mix tra iscritti e voti e la soglia del 5% per sedere al tavolo) e per sottoscrivere gli accordi, a cui si dà certezza garantendo la piena esigibilità: una volta approvati e ratificati dal voto dei lavoratori (in entrambi i casi a maggioranza semplice) varranno effettivamente per tutti. E, infatti, vengono anche definite le sanzioni per chi non li rispetta, sia per le imprese sia per i sindacati: sanzioni che possono essere di carattere pecuniario o di «temporanea sospensione» di diritti sindacali contrattuali. L’obiettivo successivo è di estendere le nuove regole anche alle altre organizzazioni. «È una svolta epocale che cambia decisamente nel Paese il volto delle relazioni industriali, che passano da un sistema antagonistico e conflittuale ad un sistema partecipato, moderno e ben governato», afferma Bonanni, sottolineando che «si apre una stagione nuova che può favorire investimenti e occupazione». Oggi, prosegue, «abbiamo aggiunto un tassello fondamentale per il rispetto degli accordi, con reciproche garanzie sia per il sindacato, sia per le imprese». Con questo ulteriore accordo, «Cgil, Cisl, Uil e Confindustria dimostrano di sapersi rinnovare e di dare trasparenza e regole democratiche alla propria azione negoziale, di favorire la partecipazione dei lavoratori con il voto per i delegati e sugli accordi», sottolinea Camusso, augurandosi che «presto anche con le altre associazioni datoriali si possa raggiungere questo importante traguardo che costituisce il modello per dare finalmente piena attuazione al dettato costituzionale».

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