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Alfano riparte dal Sud e affila le armi, noi determinanti

Beatrice Lorenzin, Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Maurizio Lupi (NCD)

È partita da Bari la «grande sfida» del vicepremier e leader di Ncd, Angelino Alfano, per «un ritorno in grande di un’Italia vincente e di un nuovo centrodestra vincente». L’ex delfino di Berlusconi, circondato da ministri, parlamentari e amministratori locali che lo hanno seguito fuori del Pdl, ha scelto Bari e la regione del leader dei lealisti al Cavaliere, Raffaele Fitto, per affilare le armi in vista delle prossime scadenze elettorali e per preparare i suoi all’assemblea costituente del Ncd che si terrà a marzo. Alfano usa toni concilianti e assicura, «con Fitto non c’è alcuna frattura di tipo personale» e nel corso della giornata rinnova più volte l’invito a FI a ricucire attraverso le primarie per la scelta dei candidati, «un’ alleanza di centrodestra» che, dice, è l’unica strada per vincere. Ma la prima notizia che accompagna la sua visita a Bari è quella del passaggio al Ncd del coordinatore regionale del movimento La Puglia prima di tutto, fondato da Fitto. E il nome dell’ex ministro anche se mai esplicitamente, aleggia su tutta la convention. Viene evocato, tra gli altri, dal ministro Gaetano Quagliariello che parlando dal palco scherza sulla sua rivalità con il leader forzista pugliese: «Ho riavuto da poco il passaporto per la Puglia». La convention, aperta sulle note dell’inno di Mameli (durante il quale un ragazzo nel pubblico ha sollevato il braccio per il saluto romano) e chiusa su quelle di «Volare» di Domenico Modugno, ha galvanizzato le truppe di Alfano. «Mi dicono che ci sono 3000 persone in sala e altre mille fuori – ha detto il leader applaudito in sala anche dai ministri Maurizio Lupi, Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo, e da parlamentari tra cui Renato Schifani, Antonio Leone e Maurizio Cicchitto. Alfano ha aperto assicurando l’impegno del governo per i due marò pugliesi trattenuti in India da due anni, giurando »che non ci risparmieremo per farli tornare in patria«. E poi è passato a parlare della strada fatta dal movimento che »in solo sette settimane – ha detto – nei sondaggi è la quarta forza politica del Paese« ed è »decisiva perchè il governo vada avanti e perchè il centro destra possa vincere in futuro«. »Saremo leali con il governo – aveva detto poco prima Schifani – ma non siamo tappetino di nessuno« e infatti Alfano è tornato a puntualizzare sulla questione dei matrimoni gay per ribadire che »se ce li propongono facciamo cadere il governo«. Il vicepremier non mostra di temere il segretario del Pd, Matteo Renzi cui oggi ha rivolto gli auguri di buon compleanno. »Renzi dice che non vuole la caduta del governo e vuole subito una legge elettorale per incassare subito risultato istituzionale – ha detto – noi gli crediamo e ci fidiamo di lui«.

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