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Arnoldo Foà, la moglie Anna: ‘Vorremmo seppellirlo nel cimitero acattolico di Roma’

«Con lui non abbiamo mai parlato chiaramente di cosa fare dopo la sua morte, non aveva paura di morire ma non amava parlare della sua fine, ma pensiamo di seppellirlo nel Cimitero Acattolico di Roma e stiamo aspettando conferma della possibilità di farlo». La vedova di Arnoldo Foà, Anna Procaccini, annuncia così, all’AdnKronos, quale sarà l’ultima dimora dell’attore, regista, doppiatore e scrittore italiano, morto sabato scorso all’età di 98 anni. «Lo abbiamo scelto perchè è un luogo bellissimo e lui amava la bellezza che nasce dall’arte e dalla cultura, un luogo che conosceva», aggiunge Procaccini. Più noto come ‘il cimitero degli inglesì, il Cimitero Acattolico di Roma si trova a ridosso della Piramide Cestia e ospita le spoglie di personaggi illustri, come i poeti inglesi Keats e Shelley e gli italiani Bellezza e Rosselli, vi è sepolto anche Antonio Gramsci. La manifestazioni di cordoglio e stima per Foà, la cui camera ardente si tiene oggi in Campidoglio, espresse da tanti esponenti dello spettacolo e della cultura «lo avrebbero commosso – afferma ancora la vedova- Quando era sul palcoscenico e sentiva che il pubblico lo apprezzava la sua prima reazione era sempre di commozione. Aveva un grande talento e una grande umiltà. In particolare avrebbe apprezzato moltissimo quanto ha scritto Dario Fo. Per il 2016 stavamo già preparando una mostra antologica in occasione dei suoi cento anni (li avrebbe compiuti il 16 gennaio 2016, ndr), l’iniziativa si farà e servirà a ricordarlo, a raccontarlo ai più giovani», conclude Anna Procaccini. Commossa dagli omaggi alla memoria del padre anche la figlia Orsetta: «È bellissimo sapere che non siamo soli, che in tanti lo salutano con rispetto e affetto. Lui ha fatto, ha dato tantissimo, con un coraggio veramente invidiabile. Voglio ringraziare tutti quelli, tantissimi, che hanno mandato messaggi di affetto, di apprezzamento», dice Orsetta che con il padre condivide la passione per il palcoscenico, calcato più volte insieme in recital a due voci, ma «non come attrice, io sono una lettrice, porto in giro per l’Italia le mie letture soprattutto di testi di Leopardi. La grandezza di mio padre è stato un motivo di esitazione nell’intraprendere questa carriera, spero di essere diversa da lui oltre che molto simile».

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