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Bella idea, per sopravvivere facciamo un Letta-bis

Ma che rimpasto, per sopravvivere facciamo un Letta-bis, una bella operazione di marketing e insieme di maquillage. Ci togliamo di dosso un po’ di scorie, diamo aria alle stanze di Palazzo Chigi, rinfreschiamo l’immagine appannata del governo, rinfreschiamo alcune poltrone, rivediamo equilibri e alleanze, diamo una immagine diversa, competitiva, positiva e giovane in linea con il Renzi-pensiero. Cambiare qualcosa per non cambiare niente, insomma. Il caso de Girolamo è l’occasione per dare il via all’operazione pulizia, si dice nei corridoi del governo, unico modo per sopravvivere. La ministra beneventana è pronta ad andare a spiegarsi in Parlamento, ma i tempi dal caso Cancellieri sono diversi. Al ritorno da Città del Messico, Enrico Letta inizierà a ragionare in fretta sulla scomposizione e ricomposizione della sua squadra. Andiamo per ordine. Il Pd chiede che Nunzia De Girolamo si presenti in Parlamento per “chiarire” il suo coinvolgimento nella vicenda della Asl di Benevento. L’interessata, che non risulta indagata, ieri ha ammesso di aver “sbagliato nell’usare espressioni poco eleganti, anche se le ho usate in casa mia e sono state registrate abusivamente e illegalmente”. E tuttavia la luce sul suo caso resta accesa, soprattutto da parte dei renziani che ne approfittano per non mollare la presa sull’esecutivo. Il caso De Girolamo è una materia imbarazzante per il Pd. Nunzia è sposata con Francesco Boccia – lettiano doc ma sostenitore di Renzi alle primarie – e ha un rapporto di amicizia da diversi anni con lo stesso Enrico Letta, tanto da far parte del board del think tank lettiano “Vedrò” (responsabile del Mezzogiorno). Un nuovo caso Cancellieri non è sostenibile dalla attuale maggioranza. Ministri sacrificabili? C’è il bersaniano Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico, poi c’è il titolare del Welfare, Enrico Giovannini, che ha aggiunto la critica al Jobs Act alle già numerose stoccate rifilate in passato al sindaco di Firenze. Renzi potrebbe suggerire al suo posto l’ex segretario Pd Guglielmo Epifani. Vacilla il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e persino Fabrizio Saccomanni è nella lista dei sacrificabili ( Monti ha già fatto sapere di essere disposto ad occupare una poltrona di responsabilità in ambito Ue, non a subentrare al titolare dell’Economia). Persino il ministro Kyenge potrebbe lasciare, non si può pensare ad uno scontro fisico ogni volta che approda in Padania. E’ qualcosa di più di un rimpasto, è un nuovo governo. Che ne pensa il silenziosissimo Napolitano?

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