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Zingaretti nomina i primi tredici manager. Che delusione, quante facce conosciute. Solo cinque le vere new entries

Oggi il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha indicato i primi 13 direttori generali delle Aziende territoriali e ospedaliere del Lazio. L’età media passa da 65 a 54 anni, ci sono tre donne su 13 (prima era una su 24). Quattro dei nuovi direttori generali vengono da esperienze maturate fuori regione. «Come avevamo promesso – spiega in una nota Zingaretti – nelle nuove nomine per i Dg abbiamo puntato su più merito, più donne e su un consistente abbassamento dell’età media dei nuovi manager. Volevamo cambiare le cose e lo stiamo facendo. Ai nuovi direttori generali auguro un buon lavoro e chiedo allo stesso tempo di avere come obiettivo principale la ricerca del bene comune e l’interesse dei cittadini». I nuovi Dg nominati sono: alla Asl Roma B Vitaliano De Salazar, 51 anni; alla Asl Roma C Carlo Saitto, 64 anni; alla Asl Roma D Vincenzo Panella, 57 anni (provenienza Umbria); alla Asl Roma E Angelo Tanese, 47 anni; alla Asl Roma F Giuseppe Quintavalle, 50 anni; alla Asl Roma G Giuseppe Caroli, 63 anni (provenienza Emilia Romagna); alla Asl Roma H Fabrizio D’Alba, 40 anni; all’Azienda Ospedaliera San Giovanni Ilde Coiro, 59 anni; alla Asl Frosinone Isabella Mastrobuono, 56 anni; alla Asl Latina Michele Caporossi, 58 anni (provenienza Marche); alla Asl Rieti Joseph’ Polimeni, 43 anni (provenienza Toscana); alla Asl Viterbo Luigi Macchitella, 67 anni; all’Ares 118 Maria Paola Corradi, 53 anni. Molte facce note, sette dei manager ricoprivano poltrone nella nomenklatura precedente – in sostanza hanno governato con e sotto la Polverini – una, Ilde Coiro, era già stata direttore generale a Latina ai tempi di Marrazzo. Zingaretti è stato di parola, aveva detto che la short list non era vincolante agli effetti delle scelte e infatti in uno degli incarichi più delicati ha piazzato il degnissimo De Salazar, in scadenza di contratto allo Spallanzani. Muovendo e promuovendo per linee interne ha creato altre caselle da riempire: quella dello Spallanzani appunto e quella del S.Andrea (c’era la Corradi). Almeno un paio di new entries sono giovanissime come D’Alba (quarantenne di seconda fila, ma figlio d’arte, gettato nella mischia della compliocatissima ASsl dei castelli) e Polimeni, nato a New York ed esperienze limitate alla Asl di Lucca. Gli altri manager pescati da fuori sono anziani ed esperti, hanno governato realtà locali poco complesse come Modena, Terni, Vasto. Roma e Lazio sono tutt’altra cosa. Si parla, nei corridoi della Regione, di un durissimo confronto dietro le quinte, manuale Cencelli o quel che resta in mano. Personaggi fortissimi nella capitale pare abbiano imposto determinate scelte e posto veti invalicabili. Fuori partita per ora il Policlicnico Umberto I c’è da assegnare l’ambitissima poltrona del San Camillo, che si libera tra qualche settimana, più avanti quella del centro storico, la RMA; subito lo Spallanzani e il S.Andrea, il S.Filippo Neri e l’Ifo. Ma ci sono da assegnare i premi di serie B e di serie C, le poltrone di direttori sanitari e amminitrativi, più di una ventina di posti. Insomma qualche gioco può ancora essere fatto.

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