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VATICANO/Cena gratis per 100 senza tetto, organizza la parrocchia del Papa

Il menù era abbondante e quasi da grandi occasioni. Antipasto misto all’italiana con salumi e formaggi, lasagna al forno, arrosto con le patate, tiramisù e caffè a chiudere. Se qualcuno aveva richieste diverse si è tentato comunque di accontentarle, soprattutto per gli ospiti musulmani che non mangiano il maiale. Sono arrivati alla spicciolata, un centinaio tra poveri e senzatetto, nella sala ristorante del bar Moretto, su via di Porta Angelica, giusto di fronte a quelle mura leonine che separano i confini di Roma dalla Città del Vaticano. Un universo misto, popolato da molti stranieri, diversi i nordafricani, ma anche da italiani, quei nuovi poveri dall’aspetto decoroso e dignitoso che volentieri non rifiutano l’offerta di un pasto gratuito trovandosi, vuoi per gli effetti della crisi, vuoi per l’esiguità delle pensioni, nella condizione sempre più difficile di mettere la sera qualcosa in tavola. Ad accoglierli la titolare del bar Moretto, la signora Fausta Fedeli, convinta sostenitrice della cena dei poveri con tutto lo staff dell’esercizio commerciale che, neanche a dirlo, non ha preteso un centesimo di straordinario per l’iniziativa realizzata ben oltre il consueto orario di chiusura. E ad accoglierli e servirli ai tavoli c’erano anche dei «ristoratori» d’eccezione, don Bruno Silvestrini, il parroco di Sant’Anna, la parrocchia del Vaticano, e l’elemosiniere del Papa, il polacco mons. Konrad Krajewski. È infatti la chieda di Sant’Anna che ha organizzato, per la prima volta in queste modalità, la cena come gesto di solidarietà e di vicinanza con la titolare del bar Moretto, che ha messo a disposizione il locale. «Noi cerchiamo sempre di aiutare le tante persone che passano di qui ogni giorno magari offrendo una colazione, un panino – spiega Fausta Fedeli all’ANSA – ma volevamo fare qualcosa di più, sensibilizzati da papa Francesco che ogni giorno ci esorta a ricordarci degli ultimi. Così io ho messo a disposizione la sala e il parroco di Sant’Anna mi ha rassicurato dicendomi che attraverso la Caritas lui sapeva come portare da noi i bisognosi di un pasto caldo». «Mi è sembrato che le persone siano state contente – prosegue la titolare del bar -, abbiamo cercato di farle sentire il più possibile quello che sono, delle persone normali. Tutto lo staff ha partecipato con entusiasmo. Oggi dobbiamo cercare di aiutarci l’un l’altro perchè nessuno può più essere sicuro di ciò che ha e di come sarà il suo futuro». «Una persona come papa Francesco – osserva volgendo lo sguardo dal bancone del suo bar verso la cupola di San Pietro – ci voleva, per riabbracciare un pò tante situazioni che in questo momento storico, con la crisi, non riguardano solo noi in Italia ma un pò tutto il mondo. Lui ci aiuta a ricordarci degli altri». «La cena – conclude – è stata molto bella, sono cose che fanno bene al cuore non solo di chi le riceve ma anche di chi le offre».

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