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Casaleggio richiama i dissidenti, non si tratta con il Pd

Frenare i dissidi, chiarire la linea, illustrare gli obiettivi, riportare gli scettici alle ragioni che fondano la presenza del Movimento in Parlamento. Gianroberto Casaleggio ‘scendè a Roma per un nuovo, necessario, confronto con gli eletti. C’è stato lo scontro sul referendum sull’abrogazione del reato di immigrazione clandestina con alcuni senatori che hanno apertamente contestato le modalità di avvio della consultazione decisa al vertice. E, ora, era urgente fare il punto sulla riforma della legge elettorale, prima che prendesse corpo l’idea che fosse possibile un confronto con il M5S sul Mattarellum, modello fino a ieri indicato dal Movimento per andar alle elezioni. Prima però che si esprimesse la Corte Costituzionale. Ora la linea cambia e Casaleggio viene a Roma anche per chiarire con i parlamentari che siedono in Commissione affari costituzionali che la nuova posizione è quella che esprime le ragioni di fondo del Movimento. Dunque: il movimento avrà una sua proposta di riforma, che sarà discussa, decisa e votata con, e dagli, iscritti al M5S. E proprio oggi parte sul blog di Beppe Grillo il percorso di consultazione in rete. Per portare a termine il referendum consultivo ci vorrà però del tempo: finiremo «entro la fine di febbraio» avverte Casaleggio che stoppa nel frattempo eventuali trattative con altri partiti, su altri sistemi. Tantomeno con Renzi, le cui tre proposte sono «astratte ed evidentemente incostituzionali». E se si dovesse nel frattempo andare al voto, la legge con cui chiamare i cittadini ad esprimersi «è quella uscita dalla sentenza della Consulta», l’unica legge elettorale legittima e che è applicabile sin da subito. Il ‘Consultellum’ l’ha già ribattezzata un ‘grillinò esperto come Danilo Toninelli, primo firmatario della prima bozza di riforma del M5S, quella che si ispira al modello spagnolo e svizzero e che ora va in soffitta. Il senatore Vito Crimi va oltre e sollecita il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, a varare subito quegli atti amministrativi necessari a correggere il ‘porcellum’. «La coerenza alberga in casa M5S, e lo dico per fugare i dubbi di chi potrebbe contestare il nostro passaggio dal Mattarellum al ‘Consultellum’» chiarisce intanto Toninelli. Uno sforzo vano visto che proprio la ‘plenipotenziarià per le riforme del Pd, Maria Elena Boschi provoca i Cinque Stelle proprio su questo: «C’era un dibattito interno ai gruppi del Movimento sulla legge Mattarella e Casaleggio è venuto per affrontare questo dissenso». Ma è un dissenso che Casaleggio tiene a bada proprio richiamandosi alla volontà popolare che il Movimento si è dato l’imperativo di seguire. Tant’è che uno degli asseriti ‘dissidentì come il senatore Francesco Campanella frena sullo scontro («non sono andato da Casaleggio solo perchè impegnatissimo al Senato») e promuove a pieni voti l’avvio della consultazione on line sulla riforma: «è stata intrapresa la giusta strada» dice. Il suo ragionamento ha però una variabile dipendente: Campanella è sicuro che il dibattito sulla riforma andrà per le lunghe e che alla fine la proposta dovrà approdare anche al Senato, dove i numeri ballano. A quel punto «chi dice che la nostra proposta non sia già pronta?». Se così fosse anche il M5S avrebbe pieno titolo per negoziare la sua proposta, con buona pace di chi nel Movimento esclude il confronto a priori.

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