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USA/Senato attacca Hillary, strage Bengasi era evitabile

Hillary Clinton

Hillary Clinton ancora sott’accusa per la strage di Bengasi. Una vicenda che si trascina da anni e rischia di danneggiare la sua corsa sempre più probabile verso la Casa Bianca. La Commissione Intelligence del Senato ha diffuso un rapporto atteso da tanto tempo in cui si boccia duramente il comportamento del Dipartimento di Stato e le agenzie dell’Intelligence, accusate di non essere riusciti a sventare quell’attentato che a giudizio della Commissione era evitabile. Il rapporto dice esplicitamente che il Dipartimento di Stato non prese le decisioni necessarie, non aumentò le misure di sicurezza per difendere il compound in cui vennero uccisi l’ambasciatore Chris Stevens e i suoi quattro uomini, malgrado da tempo ci fossero numerosi segnali di allarme. Inoltre i senatori accusano le agenzie dell’Intelligence di non aver informato le forze armate americane circa l’esistenza di un avamposto segreto della Cia in quel luogo, che rimase così senza la dovuta protezione. La relazione contiene una decina di riscontri probatori secondo cui la strage dell’11 settembre 2012 era «prevedibile». Si rileva come le indagini dell’Fbi sul luogo siano state «ostacolate». Quindi un dettaglio raggelante: 15 persone che «si battevano a favore dell’inchiesta» sono state uccise a Bengasi nei mesi successivi alla strage. La Commissione non entra nello specifico dell’annosa questione se l’amministrazione Obama abbia deliberatamente ridimensionato o meno la natura dell’attacco, cioè se sia stata un’azione preordinata da parte di Al Qaida o un moto spontaneo di rivolta popolare. Ma poco importa. Quello che conta è che la Camera Alta rimette sulla graticola Hillary Clinton, del resto già in passato oggetto di durissime critiche del Congresso per la sua condotta in quella vicenda drammatica. Da ricordare che su Bengasi perfino Mitt Romney cercò, senza successo, di mettere in difficoltà Barack Obama lungo la scorsa campagna presidenziale. Stavolta però a criticare duramente l’operato dell’ex First Lady non è solo la destra, ma tutto il Senato, visto che il rapporto diffuso oggi è il frutto di un lavoro bipartisan. Una grana in più per il partito dell’Asinello, se pensiamo che Hillary Clinton è secondo tutti gli osservatori la candidata numero uno alla nomination democratica per le elezioni del 2016.

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