| categoria: editoriale

Il complotto della bufala

Il governo del Paese è bloccato dal caso De Girolamo? Faceva tenerezza il ministro questa mattina, a difendersi di fronte ad un’aula semideserta. Appariva meno risoluta e decisa del solito, non la giovane aggressiva dei talk show politici. Imbarazzante per tutti, il richiamo al complotto della mozzarella, meglio della bufala. Parliamo del controllo di un bar all’interno di un ospedale e di una supposta supervisione politica alla vita di una Asl beneventana. Non di truffe, malversazioni, collusioni, abusi d’ufficio. Parliamo di una giovane dei nostri tempi, espressa da una famiglia potente, che ha scalato in fretta il palazzo del potere e si è sposata per di più con un membro autorevole di un partito antagonista. Una giovane che conosce le buone maniere (in pubblico) ma che usa in privato, come molti, il linguaggio pesante, volgare che ha imparato a scuola e magari in famiglia. In fin dei conti ha in parte ragione lei, la ministra. Che cosa ha fatto di diverso da altri? I politici predicano un distacco dalla sanità e poi ci razzolano dentro, la sanità è potere liquido sul territorio, non si può lasciare agli avversari. La soluzione al problema non lo ha ancora trovato nessuno. Zingaretti a Roma passa di figuraccia in figuraccia, in sanità, ma i media non gli riservano l’attenzione che è stata destinata alla De Girolamo. Un pasticcio creato ad arte e cresciuto poi progressivamente anche per gli errori comportamentali della ministra? Possibile. Ma tutto questo ci distrae da problemi più importanti. C’è un paese da salvare, altro che complotto della bufala.

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