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FISCO/Casa: a Milano mini-imu al top, incerta la riforma del catasto

Fino a 200 euro a Milano, circa 160 a Genova e 150 a Torino. È questa la mappa della «mini-Imu», che secondo il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, pesa questo gennaio sui proprietari il 10% di quanto avrebbe invece pesato l’Imu 2013. Ad alzare l’aliquota sono stati lo scorso anno oltre 2.300 Comuni, di cui 48 capoluoghi di provincia. Tra questi, spiega la Cgia di Mestre, è proprio Milano la città più cara. Per un’abitazione di tipo civile (categoria catastale A2) nel capoluogo lombardo il versamento medio è di 200 euro, a Genova di 158 e a Torino di 152. Per un’abitazione di minor pregio, vale a dire una di tipo economico (categoria catastale A3), gli importi sono invece più contenuti. Anche in questo caso a versare di più sono i milanesi, con 87 euro, seguiti dai senesi, con 84 euro, e i genovesi, chiamati a sborsare 83 euro. Milano e Siena, insieme a Napoli, Caserta, Catania, Ancona, Messina, Perugia, Brescia, Alessandria, sono infatti tra i capoluoghi che hanno portato l’aliquota al massimo del 6 per mille, costringendo così i proprietari a pagare entro la scadenza del 24 gennaio il 40% dello scarto con l’Imu calcolata in base all’aliquota standard del 4 per mille. I calcoli della Cgia sono stati effettuati a partire dalle rendite medie catastali comunali, in attesa dell’arrivo del nuovo catasto a cui dovrebbe dare impulso la nuova delega fiscale. La legge, che ha già vissuto innumerevoli tribolazioni parlamentari, è al momento ancora ferma al Senato. La Commissione Finanze avrebbe dovuto licenziarla la scorsa settimana, ma il via libera ha subito l’ennesimo rinvio a causa dei dubbi della Bilancio sulla copertura del fondo antiludopatia. Il voto finale in Commissione è ora previsto per martedì prossimo per approdare nell’Aula di palazzo Madama alla fine della prossima settimana, ma non è escluso che l’iter del provvedimento possa subire ulteriori rallentamenti. Sicuramente, viste le modifiche, seppur marginali, apportate al Senato dovrà tornare alla Camera. Contro la «mini-Imu», e in vista del prossimo incontro tra martedì e mercoledì tra Anci e governo, Confedilizia torna all’attacco accusando la «concertazione municipale» prediletta dall’esecutivo rispetto alla concertazione sindacale di aver «portato al caos dei calcoli e delle scadenze».

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