| categoria: Roma e Lazio

RIFIUTI/ I vigili avvisavano dei controlli a Malagrotta?

Chiede di lasciare gli arresti domiciliari Manlio Cerroni, il padrone della discarica di Malagrotta da 10 giorni confinato in casa con l’accusa di associazione a delinquere per il traffico di rifiuti. I suoi legali hanno depositato oggi al Tribunale del Riesame l’istanza di revoca della misura restrittiva e si riservano di motivarla. Anche gli altri sei arrestati nell’inchiesta della procura di Roma sui rifiuti faranno lo stesso domani. A metà settimana dovrebbe essere fissata l’udienza del Tribunale per l’esame delle richieste. Intanto, mentre emergono nuovi elementi dalla mole sterminata di atti dell’inchiesta, con presunte collusioni di alcuni vigili urbani, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti annuncia una seconda querela per diffamazione contro il ‘Messaggerò. Oggi il quotidiano romano ha pubblicato un articolo dal titolo »Così la Regione mi perseguitò per essermi opposto a Cerroni«, citando il verbale dell’imprenditore Fabio Altissimi. Il presidente della Regione sottolinea che »dopo anni e anni di accurate indagini della magistratura«, l’inchiesta lo vede »assolutamente estraneo da qualunque addebito«. Zingaretti ribadisce »di essere contrario che ad un monopolio sui rifiuti come quello di Cerroni ne subentri un altro e che questa idea non verrà meno neanche se oggetto di campagne stampa basate sul nulla«. Si valuta se querelare anche Altissimi, titolare della Rida Ambiente. »Zingaretti sbaglia bersaglio – dice Francesco Storace, all’opposizione in Regione -, invece lo inviti e si faccia spiegare le distorsioni del sistema. Sennò lo sentiremo noi in Commissione«. Solidarietà per »gli attacchi« al governatore arrivano dal sindaco di Roma Ignazio Marino, che dice: »Concordo con lui nel rigetto dell’ipotesi che a un monopolio dei rifiuti ne subentri un altro con caratteristiche simili«. Dall’indagine del Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri si ricavano intanto presunte collusioni con il ‘sistema Cerronì anche da parte di alcuni appartenenti al Corpo dei vigili urbani di Roma. Secondo un’informativa del marzo 2012, agenti del XVI Gruppo avrebbero avvisato in anticipo i gestori di Malagrotta dei controlli sulla ricopertura dei rifiuti che stavano per svolgere nella discarica. »Comportamento degno di censura«, scrivono i carabinieri. I vigili avrebbero perfino lasciato fare le foto necessarie agli stessi gestori. In un’altra informativa, invece, la polizia municipale, stavolta in veste inquirente, afferma che la E.Giovi srl, società della galassia Cerroni, avrebbe »operato abusivamente e in modo continuativo in totale assenza di qualsivoglia autorizzazione« a Monti dell’Ortaccio. È il sito dove ‘il Supremò avrebbe voluto costruire la nuova discarica di Roma. La E.Giovi svolse »attività estrattive, di sbancamento ed escavazione trasportando all’esterno le terre rimosse«. Cerroni era forse così sicuro di avere l’appalto da far iniziare in anticipo i lavori.

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