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SPENDING REVIEW/ Cottarelli sotto tiro replica: solo azioni di disturbo

Carlo Cottarelli finisce sotto tiro. Ma il commissario di governo, incaricato di avviare e portare a termine l’ambizioso piano triennale di spending review, non ci sta e respinge ogni illazione a suo sfavore, bollandola come «una ricerca di effetti scandalistici» che costituisce solo «un’azione di disturbo» al delicato lavoro intrapreso. Ad essere messo in dubbio è il rapporto diretto tra il supercommissario e Palazzo Chigi, che non avrebbe gradito la «disinvoltura» con cui Cottarelli si sta muovendo e sta affrontando il suo compito, a partire dalle strategie di comunicazione. Il caso esce sulle pagine de Il Giornale, secondo il quale l’arrivo dell’ex direttore del Fondo monetario avrebbe «esasperato» le tensioni tra dipartimenti, gabinetto del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e, soprattutto, Ragioneria generale dello Stato, fino ad arrivare direttamente nelle stanze del presidente del Consiglio, Enrico Letta. Indiscrezioni che Cottarelli e governo si sono affrettati a smentire. «Le storie di possibili dissapori tra il gruppo di revisione della spesa e la Ragioneria sono prive di ogni fondamento», così come le notizie di «presunti dissidi» con Palazzo Chigi. Stesso tenore da parte di fonti del governo. L’ipotesi che sia stato lo stesso Cottarelli a far pervenire ai giornali la documentazione sulle spese del Palazzo è «falsa, perchè – spiegano da piazza Colonna – le spese sono tutte documentate sul sito nell’apposita voce ‘l’amministrazione trasparentè». Di attriti finora non ne sono effettivamente emersi. Dal suo insediamento alla fine di ottobre, il successore dei poco fortunati Enrico Bondi e del ministro Piero Giarda ha avviato 25 gruppi di lavoro che riguardano tutta la pubblica amministrazione, centrale e locale, dalle aziende partecipate alle Università. Il commissario e i suoi tecnici stanno portando avanti un esame a tappeto su tutti i rami della p.a., senza alcun faro particolare, nè su Palazzo Chigi nè su un altro ente specifico. «Ci sono momenti in cui si illustra un progetto e momenti in cui si esegue un progetto. Tra fine novembre e inizio dicembre c’era la necessità di spiegare in cosa consistesse la revisione della spesa, come sarebbe stata organizzata e quali sarebbero stati i tempi. Ora si sta lavorando al progetto», sottolinea lo stesso Cottarelli. I primi risultati della fase istruttoria si vedranno tra fine febbraio e inizio marzo. Poi, tra marzo e aprile, saranno formulati gli obiettivi di finanza pubblica, con riferimento non solo alla spesa complessiva delle amministrazioni pubbliche, ma anche a quella dei singoli centri di spesa. Secondo il programma di novembre scorso, le misure derivanti dovranno quindi essere implementate a livello legislativo tra maggio e luglio. La legge di stabilità definisce gli obiettivi di risparmio dal prossimo anno: 3,6 miliardi nel 2015, 8,3 miliardi nel 2016 e 11,3 miliardi a decorrere dal 2017.

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