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L’intesa Renzi-Berlusconi lacera il Pd e spaventa Alfano. Si naviga a vista

Pare andare nella giusta direzione l’accordo di Renzi e Berlusconi, anche se fino a domani non si saprà nel dettaglio quale sarà la riforma elettorale che verrà messa sul tavolo.
La presentazione ufficiale sarà infatti in una direzione ad hoc del Pd, che però si trova diviso.
Ancora sono sotto gli occhi di tutti le immagini di Silvio Berlusconi che per la prima volta varca la soglia del Nazareno. Tante polemiche, soprattutto da parte dei partiti minori, ma grandi soddisfazioni da parte di entrambi i leader.
L’accordo prevede una legge elettorale bipolarista, sul modello spagnolo, riforma del titolo V della Costituzione, fine del bicameralismo perfetto. Renzi parla di “profonda sintonia” col Cavaliere, Berlusconi annuncia di voler “appoggiare le riforme”. Per Letta si va in una “buona direzione” e – si fa sapere – e’ fondamentale che si arrivi ad una nuova legge elettorale prima delle elezioni europee, insieme alle due prime letture della riforma costituzionale del titolo V e sulla fine del bicameralismo.
Non sembra per niente contento del ritorno di Silvio Berlusconi, il vicepremier e leader del Nuovo Centro Destra, Angelino Alfano, che usa toni molto aspri per commentare l’incontro tra il segretario del Pd ed il Cavaliere: “Si scordino di fare la legge elettorale senza di noi: non possono farla e non la faranno – minaccia Alfano – Si scordino anche di farla contro di noi”.
Per Stefano Fassina “l’accordo non è stato fatto dal Pd, che si dovrà esprimere, ma dal segretario Renzi. Ieri – ha aggiunto – mi sono un po’ vergognato, perché non dovevamo rilegittimare per la terza volta il Cavaliere dopo che c’e’ stata una sentenza di condanna”.
Critico anche Gianni Cuperlo,attuale leader della minoranza di sinistra, per il quale sarebbe “sbagliato rilegittimare Berlusconi” e poi chiede un Letta bis: “Il premier valuti con il capo dello Stato, nel rispetto assoluto delle sue prerogative, la possibilità di dar vita nel 2014 ad un nuovo governo” che “riesca a ricostruire il rapporto di fiducia e autorevolezza con il Paese.
Segnali di entusiasmo arrivano invece dal fronte forzista, con Daniele Capezzone che ha definito l’incontro “significativo nella forma e nella sostanza: Silvio Berlusconi e Matteo Renzi aprono un nuovo scenario: quello di una democrazia decidente e competitiva”.

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