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NUORESE/Padre e figlio uccisi: torna l’incubo faida

Erano andati al loro ovile in una frazione del Comune di Noragugume, un paesino con poco meno di 400 anime nel nuorese, per la mungitura ed è proprio vicino all’ovile che gli assassini li aspettavano. Un esecuzione in piena regola quella di Bruno Nieddu, 74 anni, e del figlio Umberto, di 26, gli allevatori uccisi ieri mattina in località Bira Birdis a pochi chilometri dal centro abitato. I killer non hanno lasciato loro scampo, freddandoli con alcune fucilate. Un agguato ancora tutto da decifrare su cui stanno lavorando gli investigatori della Squadra mobile di Nuoro, coordinati dal dirigente Fabrizio Mustaro, e gli agenti del Commissariato di Ottana. Ma che presenta elementi riconducibili alla faida, legata agli ambienti degli allevatori, che tra il 1998 e il 2000 portò alla ribalta il piccolo centro del Marghine, con otto omicidi e numerosi attentati tra famiglie rivali. Gli investigatori al momento non escludono alcuna ipotesi e scavano sia nel presente sia nel passato delle vittime. In particolare di Bruno Nieddu, alcuni anni fa vittima di un attentato dinamitardo e testimone proprio nel processo su uno dei delitti che insanguinò Nuragugume alle fine degli anni Novanta. Inoltre la stessa mungitura teatro dell’agguato era stata presa in affitto da padre e figlio da uno dei personaggi che durante la «guerra» di paese scampò a un attentato. Questa mattina la chiamata al 113 è arrivata intorno alle 8.30 quando un allevatore ha trovato i cadaveri di padre e figlio. I due, secondo una prima ricostruzione, sono arrivati in contrada Bira Birdis tra le 7 e le 8. Come ogni giorno erano impegnati per la mungitura. Gli assassini hanno atteso che spegnessero il motore del Fiat Fiorino, poi sono entrati in azione. Umberto Nieddu era appena sceso dal veicolo e avrebbe fatto in tempo solo ad allontanarsi di qualche metro quando è stato raggiunto dai colpi di fucile caricato a pallettoni, il padre non è riuscito nemmeno ad accennare una fuga che il killer lo ha centrato con le fucilate. Gli assassini si sono poi allontanati dalla zona. Una trentina di minuti dopo è arrivata la telefonata al 113 e sono scattate le indagini. Sul posto sono arrivati gli investigatori della Squadra mobile, gli agenti del Commissariato e gli specialisti della scientifica. Sconvolti gli abitanti di Noragugume che hanno visto riaffiorare lo spettro della faida in paese. «Non ci sono parole per descrivere lo stato d’animo mio personale e dell’intera comunità – dice il sindaco Michele Corda – Parliamo di un ragazzo 26 anni, un ragazzo d’oro, che è stato ammazzato mentre andava al lavoro a guadagnarsi il pane».

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