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TERRA DEI FUOCHI/Morto Liguori, vigile simbolo della lotta ai veleni

Michele Liguori, vigile urbano di Acerra (Napoli), morto ieri di cancro

Negli anni aveva sequestrato decine di discariche, a cielo aperto, di rifiuti di ogni genere, e per questo era ormai considerato il «vigile simbolo» della lotta contro lo sversamento di rifiuti che avvelenano la Terra dei fuochi. Si era contraddistinto per la sua solerzia nel lavoro nel nucleo ambientale della polizia municipale, del quale, però, era anche l’unico componente. Ieri mattina Michele Liguori, vigile urbano di Acerra (Napoli), è morto a 59 anni divorato da due tumori maligni diagnosticatogli lo scorso maggio. Non ha mai smesso di lottare per la sua terra, neanche durante la sua malattia. E ieri il Capo dello Stato Giorgio Napolitano lo ha definito così: «Servitore delle Istituzioni» Un servitore, ha scritto il Presidente della Repubblica in un messaggio inviato alla famiglia, «che si è adoperato nell’affrontare la situazione devastante determinata nella Terra dei fuochi». Michele lo ha fatto ogni giorno. Un impegno, il suo, ricordato oggi anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, che ha espresso telefonicamente il suo cordoglio ribadendo che le battaglie di Michele non andranno disperse perchè il governo andrà avanti per risolvere questa delicata situazione. Liguori era l’unico vigile urbano di Acerra impiegato nel nucleo ambientale, e per un certo periodo era stato anche spostato in un altro settore, per poi essere reintegrato al «suo posto», un paio di anni fa. Denunciava, fotografava, cercava di convincere la sua gente che bisogna lottare perchè in quella terra si moriva. E lo faceva quando la Terra dei fuochi non era «scoppiato» come caso nazionale, ma per lui era «la mia terra, quella dei miei padri e dei miei figli». Per questo non smetteva di cercare discariche e fuochi abusivi, di notte come di giorno, da solo e talvolta finanche con la sua famiglia. Avrebbe dovuto incontrare il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, martedì prossimo: all’alto prelato era stata raccontata la sua storia e il vescovo aveva espresso la volontà di incontrare il vigile urbano. L’appuntamento era stato fissato in un primo momento a giovedì prossimo, ma dato l’aggravarsi delle sue condizioni, hanno spiegato dalla curia vescovile, l’incontro era stato anticipato a martedì. Michele – ha scritto il tossicologo Antonio Marfella su Facebook, dove si stanno susseguendo centinaia di testimonianze, ricordi e attestazioni di solidarietà – era affetto da colangiocarcinoma, «con nel sangue copiosi eccessi degli stessi policlorobifenili Pcb 118 e 126 trovati in eccesso nelle acque dei regi lagni, nelle pecore, nei pastori di Acerra». «L’ho incontrato la scorsa settimana – ha raccontato il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri – gli ho chiesto come stava, e lui mi ha raccomandato di chiamarlo se ci fosse stato bisogno. Stava male, ma la voglia di lavorare non l’aveva abbandonato». Per Liguori si stanno mobilitando gli ambientalisti locali, che chiedono una medaglia al valore per i numerosi sequestri di discariche a cielo aperto da lui fatte in questi anni. I funerali saranno celebrati oggi, nella chiesa di Sant’Alfonso.

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