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Foibe, Storace: ‘L’Italia non merita l’oltraggio di Marino e Nieri’

Alemanno nel giorno del ricordo delle Foibe

«Siamo orgogliosi che ci sia anche un’altra Roma, che nel decennale della legge sulla Giornata del Ricordo rifiuta di oltraggiare i Caduti delle Foibe. Proviamo pena per chi, come Ignazio Marino e il suo vicesindaco Luigi Nieri, persiste in un atteggiamento vergognoso nei confronti di una tragedia nazionale. Ma restano soli, isolati, cupi». Così Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e leader de La Destra su Il Giornale d’Italia e sul sito del partito. «Come racconta Sergio Marchi – aggiunge – dal Giornale d’Italia diamo notizia dell’evento che si terrà la sera del 10 febbraio, un concerto che avrà in chiesa i toni della sobrietà e della solennità, come si conviene ad una ricorrenza che dovrebbe accomunare qualunque buon italiano. Non sarà una cerimonia di parte, nè di partito, perchè sarebbe sbagliato. Ma noi tutti sappiamo che saremo presenti perchè mai dimenticheremo quel sacrificio immane troppo a lungo ignorato dai testi scolastici. E sarà importante, bella, significativa, anche la presenza di Nicola Zingaretti, presidente del Lazio, che ha finanziato su nostra proposta l’iniziativa e ha accettato di aderire all’invito a presenziare. Avrà l’opportunità di stringere la mano al deputato che promosse la legge istitutiva della Giornata del Ricordo, Roberto Menia. Noi ci siamo battuti affinchè nella legge di bilancio tornasse il finanziamento per le iniziative legate al 10 febbraio; il consiglio regionale ha detto sì all’unanimità dopo l’assenso del Governatore e dell’assessore alla Cultura, Lidia Ravera. Se avesse voluto, Marino i soldi avrebbe potuto chiederli proprio alla regione Lazio. Evidentemente non vuole ricordare. Del resto, la legge nazionale promossa da Menia ebbe il via libera del Parlamento dopo che approvammo proprio alla Pisana una legge regionale ad hoc. Che seguiva una mozione sui libri di testo proposta da Fabio Rampelli che suscitò tanto scalpore: quel documento partiva proprio dalla denuncia delle carenze storiografiche su quel sangue italiano. Il Lazio non devia da quella pagina entrata nella memoria e nella legislazione della nazione. Peccato che chi governa la Capitale non lo capisca. Smemorato e ignorante», conclude Storace.

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