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UE/ Moavero: ‘Riforme per una drastica modernizzazione del Paese, per non perdere l’appuntamento con la storia’

Usare «al meglio» e nella loro «interezza» i fondi europei, porre fine alla «spirale» di numero «eccessivamente elevato» di violazioni alle norme europee e incamminarsi in un percorso di riforme per una «drastica modernizzazione del Paese» per non perdere il «treno con la storia»: sono questi, secondo il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero, i «buoni proponimenti» che l’Italia deve tenere presente per esercitare «con piena legittimità, forza e influenza» il suo semestre di presidenza europea. In vista del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, si è tenuta oggi un’audizione di Moavero davanti alle Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato durante la quale il ministro ha fatto il punto sull’appuntamento italiano a Bruxelles. «Credo che se noi dobbiamo fare dei buoni proponimenti come sistema paese per esercitare con piena legittimità, forza e influenza il nostro semestre di presidenza dobbiamo tenere presenti elementi» importanti, ha sottolineato Moavero, riferendosi appunto ai fondi Ue, alle infrazioni e alle riforme. Anzitutto, bisogna «usare e usare al meglio, presto, bene e nella loro interezza i fondi che l’Unione europea mette a disposizione del Paese: Non sono solo i fondi preassegnati come i fondi strutturali e quelli agricoli, sono anche i fondi che bisogna conquistare con gare aperte europee come quelli della ricerca», ha spiegato. E su questo tema «concorre molto anche il sistema privato delle imprese e dei centri di ricerca del sistema Paese». Poi è necessario «porre fine a questa spirale di numero eccessivamente elevato di violazioni, di infrazioni, alle norme europee: noi abbiamo fatto dei passi avanti fenomenali nel ridurre le infrazioni da tardivo e mancato recepimento, anche se ancora direttive in ritardato recepimento esistono. Ma le abbiamo ridotte – ha ricordato -: su 104 infrazioni circa 25 riguardano ancora i mancati recepimenti. Ma ci sono ancora una ottantina che riguardano proprio violazioni di norme esistenti». Moaevro non ha dubbi: «Questo è un macigno che pesa sulla nostra credibilità perchè è una forte incoerenza, è come voler essere cittadini corretti e poi violare varie regole eccetera. (Così) non funziona, riduce la nostra capacità d’influenza, riduce l’affidabilità del paese e la credibilità delle nostre proposte». Infine, c’è il tema delle riforme. Il ministro ha osservato che «è partita in Europa una stagione in cui sulle riforme si porta una grande attenzione, potrebbero essere previste anche delle forme di incentivo: se non ci incamminiamo in un percorso di riforme, che vuol dire in un tagliando drastica modernizzazione del paese noi rischiamo di perdere treno europeo ma di perdere anche un treno probabilmente con la storia».

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