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AMBIENTE/Arrestati funzionario Ministero e imprenditori

«Questo Commissario è fantastico», diceva, intercettato al telefono nel 2011, uno dei responsabili dell’impresa che avrebbe gestito illecitamente lo smaltimento di circa 280mila tonnellate di rifiuti industriali dell’area ‘ex Sisas’ nell’hinterland milanese. Il «commissario» in questione è Luigi Pelaggi – importante funzionario del Ministero dell’Ambiente e stretto collaboratore per anni dell’ex ministro Stefania Prestigiacomo – che era stato nominato dal Governo Berlusconi nel 2010 proprio per gestire la bonifica di quel «sito di interesse nazionale» e che stamattina è finito in carcere con una serie di accuse, tra cui traffico illecito di rifiuti, corruzione e truffa aggravata. Nell’ambito di un’inchiesta condotta dai carabinieri del Noe e coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Paola Pirotta, Piero Basilone e Paolo Filippini, «nata da una serie di segnalazioni di cittadini» sulle «gravi irregolarità negli smaltimenti e nella bonifica dell’area ex Sisas», sono state arrestate, oltre a Pelaggi, altre cinque persone: Francesco Colucci, presidente di Unendo Spa, holding a capo della bonifica tramite la Daneco Impianti, Bernardino Filipponi, amministratore unico di quest’ultima, Claudio Tedesi, ingegnere ambientale e i due responsabili della direzione dei lavori, Fausto Melli e Luciano Capobianco. Stando all’ordinanza di custodia cautelare di oltre 400 pagine firmata dal gip Luigi Varanelli, Pelaggi, che era capo della segreteria tecnica del Ministro Prestigiacomo, dopo essere stato nominato nella primavera del 2010 con decreto della Presidenza del Consiglio «commissario delegato» per gestire la bonifica, sarebbe stato corrotto con «non meno» di 700mila euro da Colucci e Filipponi. A fronte della presunta tangente, con la quale, come sembra da alcune intercettazioni, il «commissario» voleva comprarsi un «immobile», Pelaggi avrebbe fatto vincere alla società dei due imprenditori, la Daneco, «l’appalto per la rimozione dei rifiuti». Un appalto da 36 milioni di euro che l’azienda si aggiudicò senza avere nemmeno la necessaria certificazione antimafia, mentre la Prefettura di Milano in una nota segnalava la «permeabilità dei Colucci ai condizionamenti operanti dalle organizzazioni criminali». Pelaggi, in sostanza, sempre secondo il gip, invece di risolvere «l’emergenza ex Sisas» avrebbe contribuito ad un traffico illecito di rifiuti di «impressionante portata». L’avrebbe fatto avallando con un suo provvedimento la derubricazione dei rifiuti pericolosi che dovevano essere smaltiti: in particolare, Pelaggi avrebbe consentito la «classificazione» dei rifiuti pericolosi (il «nerofumo», in particolare) in rifiuti speciali ma non pericolosi. Così, secondo l’inchiesta, La Daneco ha potuto smaltire, tra il 2010 e il 2011, i rifiuti in modo illecito, attraverso quella che è stata definita una sorta di «truffa delle etichette». Dopo aver cambiato i codici alle sostanze da smaltire, infatti, l’azienda ha potuto indirizzarle come rifiuti ‘normalì in discariche in varie parti d’Italia, ma anche in Germania. Dieci in totale gli episodi contestati di traffico illecito: in un caso, addirittura, la Daneco si sarebbe garantita un profitto di oltre 10 milioni di euro. Come ha scritto il gip, il funzionario del Ministero, che è anche indagato nell’inchiesta per disastro ambientale con al centro l’Ilva di Taranto, era un «ganglio essenziale nella vicenda», una persona «che mantiene, ad oggi, importanti rapporti con imprese private interessate all’acquisizione di appalti pubblici». Una telefonata intercettata, invece, indicherebbe come Colucci fosse abituato a corrompere pubblici ufficiali: «Io ti dico camorrista, sei un pagatore di Massimo Bianconi, di Altero Matteoli, di tutti!», lo apostrofava la moglie, durante una lite, nel marzo 2011. Quasi una quarantina gli indagati nell’inchiesta, tra cui anche il direttore generale dell’Arpa (Agenzia Regionale Protezione dell’Ambiente) Lombardia, Umberto Benezzoli per concorso nello smaltimento illecito delle sostanze tossiche.

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