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Dirigenti cinesi, scoppia lo scandalo. Conti segreti nei paradisi fiscali

China Leaks. Alcuni vertici del partito comunista hanno conti correnti nel paradiso fiscale delle isole Vergini Britanniche, ottenuti con la mediazione di colossi finanziari occidentali. Lo scrive il quotidiano inglese Guardian, che sarebbe venuto in possesso di alcuni documenti riservati. Uno scandalo che sconvolge Repubblica popolare cinese dopo lo scoop del New York Times sulle ricchezze nascoste dell’ex premier cinese Wen Jabao e che arriva proprio nel momento in cui l’attuale premier Xi Jinping ha avviato una campagna su larga scala per combattere la corruzione.
Secondo il Guardian molti politici ai vertici del partito comunista e i loro famigliari nasconderebbero fortune nei paradisi fiscali all’estero – alle Isole Vergini piuttosto che a Samoa o in altri paradisi caraibici o polinesiani – con l’aiuto di colossi finanziari occidentali. Il quotidiano britannico ha ottenuto documenti dall’International Consortium of Investigative Journalists. Il nome più illustre – ad essere indirettamente coinvolto – è proprio quello del presidente Xi Jinping. Suo cognato Deng Jiagui, uomo d’affari e marito dal 1996 della sorella maggiore del presidente, controlla il 50% di un impero immobiliare. I due soci cui fa riferimento il resto dell’azienda hanno conquistato lo scorso anno un ‘appalto’ dal controvalore di 2 miliardi di dollari. Ma sono coinvolti anche Wen Yunsong e Liu Chunang, rispettivamente, figlio e genero dell’ex premier Wen Jiabao, rimasto in carica fino al 2013. Una lista di almeno 15 persone tra le più facoltose della Cina e di Hong Kong: membri del partito, top manager di aziende statali coinvolte anche in scandali per corruzione.

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