| categoria: sanità Lazio

SANITA’/Lazio come l’Uruguay. Agostini: “cannabis legalizzata per risanare la sanità”

“Legalizziamo la marijuana e risaniamo la Sanità nella Regione Lazio”. La proposta è del consigliere regionale del Pd Riccardo Agostini che pochi giorni fa ha depositato una mozione per dare il via a un progetto sperimentale nella Regione raccontata dall’Espresso in anteprima. Nella mozione si chiede che al governatore Nicola Zingaretti di legalizzare l’uso della cannabis non solo a scopo medico ma anche ricreativo prevedendone il monopolio di Stato come per il tabacco. L’obiettivo, come spiega Agostini, è quello di risanare il bilancio della sanità regionale che al momento supera i 7 miliardi di euro. Secondo alcuni studi dei Radicali fatti sul mercato italiano, infatti, la marijuana potrebbe garantire allo Stato somme fino a 8 miliardi di euro l’anno. Secondo quanto riportato nel documento, l’Italia deve seguire le orme dell’Uruguay, unico stato al mondo in cui a breve sarà considerato legale coltivare e vendere marijuana a circa un dollaro al grammo nelle farmacie dotate di licenza. Con la sola eccezione che i consumatori potranno comprarne fino a 40 grammi al mese. “Lo Stato dovrà assumere il controllo e la regolazione di importazione, esportazione, semina, coltivazione, raccolto, produzione, acquisto, deposito, commercializzazione e distribuzione della cannabis e di tutti i suoi prodotti derivati, attraverso la creazione di un’apposita struttura di controllo all’interno del ministero della Sanità” si legge nella mozione.
Se il progetto andrà in porto, parte dei ricavi saranno destinati “al risanamento del deficit del sistema sanitario regionale, in modo da consentire alla nostra regione di uscire dal piano di rientro e successivamente impiegare dette risorse per attività di ricerca in ambito sanitario”. Attualmente il debito della Regione, tra disavanzo e debiti con le imprese, supera i 7 miliardi di euro mentre il business della marijuana legale, secondo studi dei Radicali fatti sul mercato italiano in continua crescita, potrebbe garantire allo Stato somme fino a 8 miliardi di euro l’anno. La mozione del consigliere si aggiunge comunque ad altre presentate nelle ultime settimane in tutta Italia per legalizzare le droghe leggere. Dopo il decreto legge di Luigi Manconi, lo scorso 13 gennaio è toccato anche a Torino, prima città italiana a chiedere attraverso un voto del consiglio comunale, l’abrogazione della Bossi-Fini e la legalizzazione della cannabis. Stessa sorte anche per Milano dove una settimana fa è stato depositato un testo da quattro consiglieri comunali, uno di Sel e tre del Pd, in cui si chiedeva la rapida legalizzazione delle sostanze leggere.

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