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SIRIA/ Kerry: ‘L’opzione militare non è mai stata ritirata dal tavolo’

“Nonostante i soliti ritornelli di accuse contro di noi, vi informo che vogliamo ancora andare avanti con questa conferenza, il primo passo di un dialogo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri siriano Walid Muallem, nel suo intervento conclusivo a Ginevra 2, auspicando che “dopo domani inizi un lavoro serio” nei negoziati con l’opposizione. Arrivano le delegazioni al Montreux Palace, sul lago di Ginevra, per il via alla conferenza di pace sulla Siria, detta Ginevra 2, preceduta da una serie di difficoltà diplomatiche e dalle reciproche diffidenze tra rappresentanti di Damasco e della frammentata opposizione. La conferenza, in un clima di grande incertezza, sarà “tutta in salita”, ha detto ieri il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino arrivando in Svizzera, ma per la Siria “è l’unica possibilità”. Il presidente Bashar al Assad “non lascerà il potere” in Siria. Lo ha detto il ministro dell’Informazione di Damasco, della delegazione siriana alla conferenza di pace Ginevra 2. Lo riferiscono i media panarabi. Gli Stati Uniti, per bocca del portavoce del dipartimento di Stato Jen Psaki, criticano l’intervento del ministro degli Esteri siriano alla conferenza Ginevra 2: “Invece di offrire una visione costruttiva per una futura Siria diversa rispettosa dei diritti, il regime ha scelto una retorica incendiaria”, ha detto. ‘Appello’ del Papa perché la Conferenza sulla Siria a Montreaux e i successivi negoziati a Ginevra non risparmino ‘alcuno sforzo per giungere con urgenza alla cessazione della violenza e alla fine del conflitto che ha già causato troppe sofferenze’. Il Papa auspica un ‘cammino di riconciliazione’ per la Siria. Intanto è già di 9 morti, tra i quali due bambini e due donne, il bilancio dei combattimenti in Siria, secondo quanto riferito dagli attivisti anti-Assad dei comitati locali. Il bilancio più grave a Jeb Abyad (Hama), dove i barili bomba lanciati dagli elicotteri hanno ucciso tre persone – tra i quali i due piccoli. “Nessuno pensi che nel futuro della Siria ci sia posto per un uomo che ha fatto strage del suo popolo”, responsabile della morte di 130 mila persone. Così il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha ribadito nella conferenza stampa finale di Ginevra 2 che secondo Washington il presidente siriano Bashar al Assad deve lasciare il potere. Assad ha reso la Siria “una calamita per i terroristi” e usato “la fame come arma”, ha accusato Kerry.

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