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KalashniKov per assalto portavalori, fermati 3 della banda

Per assaltare un furgone portavalori, bloccarono l’autostrada con dei tir che diedero alle fiamme, spararono raffiche di kalashnikov a scopo intimidatorio e, una volta fermato il mezzo, squarciarono il furgone con una lancia termica e si impossessarono di circa due milioni di euro. Subito dopo fuggirono incendiando altre autovetture e percorrendo l’autostrada contromano. Per l’assalto, compiuto il 6 dicembre scorso vicino al casello autostradale di Cerignola (Foggia) ai danni del furgone portavalori dell’Istituto «Np Service» di Foggia, la polizia ha fermato tre persone. In carcere sono finiti i pregiudicati Angelo e Michele Falco, di 52 e 32 anni, e Pierpaolo Perez, di 45, sospettati anche di altre rapine, commesse con le stesse modalità, nelle province di Bari, Lecce, Foggia e Matera. C’erano anche loro – secondo la procura di Foggia – tra le dieci persone del commando che si impossessò dei 28 sacchi custoditi nel mezzo blindato che i vigilantes stavano andando a depositare nel caveau della sede foggiana della Np service. I banditi – hanno ricostruito le indagini della polizia – arrivarono a bordo di due autovetture: una Audi Q7 ed un’Audi Station Wagon. Dai mezzi scesero dieci malviventi incappucciati, di cui almeno tre armati di kalashnikov. Esplosero una decina di colpi d’arma da fuoco al solo scopo intimidatorio, costringendo così le guardie ed arrestare la marcia del furgone. Poi, con una fiamma ossidrica, aprirono il portellone del portavalori, presero i sacchi contenenti il denaro e fuggirono. Le indagini dello Sco e della squadre mobile che hanno portato ai fermi, erano state avviate in occasione dell’assalto (fallito) compiuto il 2 gennaio 2013 in provincia di Lecce. In quella circostanza la polizia riuscì a risalire a 27 utenze telefoniche ‘dedicatè con le quali i malviventi comunicavano utilizzando messaggi cifrati: «Adesso sto andando a mangiare, quando esco dal ristorante avviso». Oppure: «Sto andando fino al cancello. Quando prende il cancello dammi l’ok». Dagli accertamenti è emerso che il fenomeno degli assalti ai furgoni portavalori in Puglia ha una caratteristica: i criminali lavorano in modo modulare. Ci sono gli esperti: cerignolani, andriesi, bitontini e baresi che concordano il modus operandi e che, all’occorrenza, compiono anche trasferte nella vicina regione molisana, o più a Nord, fino in Lombardia.

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