| categoria: Cultura

SHOAH/ A Firenze una mostra sull’intellettuale Giorgio Castelfranco

Regione Toscana e The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies presentano in una mostra, organizzata di concerto a Firenze, il fondo archivistico di Giorgio Castelfranco (1896-1978), storico dell’arte antica, autore di fondamentali studi su artisti del Rinascimento come Donatello e Leonardo, ma anche attivissimo critico di arte moderna, soprattutto per gli strettissimi rapporti culturali e di amicizia con Giorgio De Chirico e Alberto Savinio. Il fondo, lasciato in dono a Harvard University, è depositato presso la Biblioteca Berenson di Villa I Tatti a Firenze. La mostra fa parte del programma delle manifestazioni in occasione del Giorno della Memoria, perchè la vicenda della famiglia Castelfranco, di origine ebraica, è emblematica della vergogna e dell’orrore delle leggi razziali approvate dal fascismo nel 1938. Anche se nessun membro della famiglia perse la vita durante le persecuzioni razziali, la persecuzione colpì duramente i Castelfranco. Giorgio, direttore dei Musei di Palazzo Pitti, fu allontanato da Firenze in occasione della visita di Hitler e poi licenziato nel febbraio del 1939. Per sopravvivere e per mettere in salvo la famiglia facendola emigrare negli Stati Uniti, fu costretto a vendere la sua raccolta d’arte che comprendeva capolavori come le «Muse Inquietanti» e l’«Ettore e Andromaca» di De Chirico. Dopo l’8 settembre 1943 riuscì ad attraversare le linee e a raggiungere la Puglia, dove svolse le funzioni di direttore generale delle Belle Arti durante i governi Badoglio e Bonomi. Curata da Francesca Guarducci e Emanuele Greco, la mostra si articola in due sedi: Villa I Tatti e il museo Casa Siviero. Infatti il villino di Lungarno Serristori, lasciato in eredità con i suoi arredi e la sua raccolta d’arte alla Regione Toscana nel 1983 da Rodolfo Siviero, fu nel periodo tra le due guerre l’abitazione della famiglia Castelfranco. Nell’attuale Casa Siviero, negli anni Venti-Trenta, la famiglia Castelfranco ospitò a lungo Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, che vi eseguirono famose opere. Qui inoltre era conservata la straordinaria raccolta di dipinti dei due fratelli De Chirico, che fu dispersa in seguito alla introduzione delle leggi razziali. La sezione della mostra aperta a Casa Siviero (fino al 31 marzo) presenta documenti e fotografie che illustrano: l’aspetto del villino di Lungarno Serristori al tempo di Giorgio Castelfranco; i rapporti con De Chirico e Savinio; la dispersione della raccolta al tempo delle leggi razziali. Inoltre un video intervista con la nipote di Giorgio Castelfranco. La sezione della mostra presso Villa I Tatti (dal 27 gennaio) presenta documenti relativi alla attività di Giorgio Castelfranco come studioso di Leonardo da Vinci e alla sua attività, in collaborazione con Rodolfo Siviero, di recupero delle opere d’arte italiane trafugate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ti potrebbero interessare anche:

IGNobel anche ai ricercatori italiani. Sulla luna si può camminare sull'acqua? In teoria è possibile
SCIENZA/ Su Marte tutti gli ingredienti della vita
WEB/ Facebook lancia i video pubblicitari, da giovedì nel feed degli utenti
ROMA/ Notte dei musei, programma ricco. Mostre, concerti, teatro e letture
La notte dei musei ecco dove andare. Aperti a 1 euro. Franceschini, sarà giorno anche di notte
Morta Nadine Gordimer, la voce contro l'apartheid



wordpress stat