| categoria: Cultura

LETTERATURA/ Scott Turow: ‘In ‘Identici’ l’ombra di mio padre’

Tra il ‘cattivo’ del suo ultimo romanzo e suo padre ci sono delle analogie: Scott Turow, in Italia per promuovere il suo ultimo legal thriller ‘Identici’ (Mondadori), lo rivela per la prima volta innanzitutto a se stesso e quindi ai giornalisti che incontra a Milano. «Non ci avevo pensato fino a che non sono arrivato qui e un giornalista mi ha chiesto quanto fosse simile Zeus a mio padre. Un pò sì – ammette Turow – si somigliano, anche se io riesco a fare una distinzione molto netta fra i due. Con mio padre ho vissuto un rapporto complesso, è un uomo che ha molto abusato del suo potere nella nostra famiglia. Ma perse la madre quando aveva 4 anni, e col tempo cresce la mia volontà di perdono e comprensione». Il thriller è liberamente ispirato al mito greco di Castore e Polluce, ma la figura dominante è appunto quella di Zeus, un uomo di potere e di successo. Un uomo cattivo, la cui «voracità» gli impedisce di essere felice. «Negli Stati Uniti – dice Turow – quello della voracità è un problema molto sentito, e lo dico da persona ricca e soddisfatta. Però mi chiedo come sia possibile che un manager della JP Morgan guadagni venti milioni di dollari nonostante un anno disastroso. Questa cosa mi scuote la testa». Un concetto che potrebbe piacere anche a papa Francesco. «Oggi è una persona molto popolare in tutto il mondo. Penso che il papa stia raffermando il messaggio cristiano della Chiesa, è fermamente convinto di propugnare questo tipo di messaggio, ma quanto ci riuscirà dipenderà da quello che gli gira intorno nella stessa Chiesa, dalle forze avverse che tenteranno di impedirglielo». Nel romanzo, Turow affronta anche il tema, particolarmente delicato negli Usa, del rapporto tra politica e giustizia. «In molti stati americani i giudici e i pubblici ministeri vengono eletti, quindi l’influenza della politica è evidente. Ma la campagna di pulizia che ha mandato molti giudici in galera, ad esempio nell’Illinois, non ha cambiato lo stato delle cose». A proposito di politica, non può mancare un riferimento a Obama. «Ora lo chiamo ‘l’uomo che conoscevò. Da quando è stato rieletto l’ho visto una volta sola. Difficile capire quali siano stati i cambiamenti di una persona che una volta era mia amica. Le delusioni più grandi sono state due: il fallimento dell’Obamacare e il programma di spionaggio dell’Nsa. Per gli americani è intollerabile spiare in modo indiscriminato. Secondo me Obama non era al corrente di tutti i dettagli. E se lo era, allora davvero deve essere cambiato in modo radicale, non è più la stessa persona che io conoscevo. Ciò detto, io sono ancora un suo sostenitore». Tornando alla sua scrittura, particolarmente curata in questo libro, Turow ha le idee chiare: «Il compito più difficile per uno scrittore è quello di trovare la propria voce. Io sono in una fase in cui posso dire di averla trovata. Io sono ciò che scrivo. Se penso a una possibile sceneggiatura cinematografica? No, a Hollywood non sanno cosa vogliono, cambiano idea ogni giorno». ‘Identicì sarà presentato al pubblico martedì 28 gennaio all’Auditorium di Roma, alle ore 21, insieme a Gianrico Carofiglio. Ma a Turow cosa piace dell’Italia? «La tradizione culinaria e il vostro splendido cibo. E poi gli italiani sono persone amichevole e simpatiche, con un temperamento molto più rilassato del nostro».

Ti potrebbero interessare anche:

Viaggio nella storia attraverso i toponimi
LIBRI/ Michelangelo, oltre la contemplazione
TEATRO/ Le signore della Tv scelgono il pascoscenico
Teatro al XXIX CivitaFestival con i vincitori del Roma Fringe Festival e Giorgio Tirabassi
CINEMA: MATTEO GARRONE, CORRO DIETRO A PINOCCHIO
Al via restauri, nuova luce su Basilica sotterranea Roma



wordpress stat