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Tsipras, l’anti-Renzi greco che seduce il popolo Sel

Alexis Tsipras, 40 anni il prossimo luglio, è il leader del partito di estrema sinistra greco, Syriza che, alle ultime elezioni del 2012, ha raggiunto un risultato del 27%, contro il 12% raccolto dall’altro partito di sinistra, il Pasok, che ha scelto di formare un governo di larghe intese con Nea Democratia. È lui che ha «sedotto» la platea congressuale di Sel per le prossime europee. L’ingresso nell’agone politico di Tsipras – ora candidato del Gue alle prossime elezioni europee come presidente della Commissione Europea – risale alla fine degli anni ottanta, con l’ingresso nel movimento dei giovani comunisti ellenici. Nel 1999 ricopre il ruolo di segretario dei giovani del partito di sinistra radicale, Synaspismos, comunemente detto Syriza, di cui viene eletto presidente nel 2005. Nella sua ascesa nel panorama politico di Atene, Tsipras, a capo di Syriza, corre poi alle elezioni legislative del 2009 ottenendo il 4,60 % delle preferenze. Preludio alla cavalcata del giugno del 2012 quando, garantendo ai cittadini ellenici di voler chiedere la rinegoziazione del piano di austerità delineato dalle istituzioni internazionali – la cosiddetta troika composta da Bce, Fmi e Unione Europea – in caso di vittoria del suo partito, vola verso il 30% dei consensi. Numeri brillanti, che non bastano a incoronarlo premier, costretto all’opposizione dall’intesa di governo stretta tra Pasok e Nea Democratia. Prima del voto del giugno del 2012, Tsipras e il suo partito avevano raccolto, alle elezioni per il rinnovo del parlamento greco nel maggio dello stesso anno, una percentuale di voti pari al 16,8%, ottenendo anche l’incarico infruttuoso, di formare un governo. Nel ritorno alle urne, reso necessario dall’impossibilità di formare un governo Syriza, si arrampica fino al 27% dei voti, spingendosi fino al secondo posto, nella competizione, dietro a Nea Democratia. Persa la chance di diventare primo ministro ad Atene, per Tsipras, ora, la sfida si sposta a Bruxelles, con la candidatura contro il tedesco Martin Schulz, nel campo della sinistra continentale, per la poltrona di presidente della Commissione Europea.

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