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PROCREAZIONE/Calvario della coppia tra Asl e giudici

C’è una storia di dolore alle spalle dei coniugi che stanno lottando per vedersi riconosciuto il diritto di accedere alla procreazione assistita e alla diagnosi genetica di preimpianto, come accade per le coppie sterili o infertili; e che ieri hanno vinto una prima battaglia, visto che il tribunale di Roma, pur non accogliendo la loro richiesta di ordinare in via d’urgenza alla struttura cui si erano rivolti di consentire anche nel loro caso la procreazione assistita, ha riconosciuto la ragionevolezza dei loro rilievi sulla legge 40, investendo del caso la Consulta. Nel recente passato della coppia c’è una gravidanza attesa e finita male, dopo la scoperta che la mamma aveva trasmesso al feto una brutta malattia. Uno choc terribile che però non ha tolto a marito e moglie il desiderio di diventare genitori, garantendo però al futuro figlio una vita «normale». La donna è portatrice sana della distrofia muscolare Becker, una patologia genetica che ha ereditato da suo padre. Il rischio di trasmettere la mutazione genetica a un figlio è del 50%, aveva certificato qualche anno fa il Dipartimento di genetica dell’Università di Roma Tor Vergata, a cui i coniugi, decisi a diventare comunque genitori, si erano rivolti per una consulenza. Nell’agosto del 2012 la bella notizia di una gravidanza, accompagnata poco dopo dall’amara e angosciante sorpresa: dagli esami svolti il feto risultò affetto da distrofia Becker. Quindi la decisione di procedere all’aborto terapeutico. Nonostante tutto marito e moglie non si sono scoraggiati. E hanno deciso di rivolgersi al Centro tutela della salute della donna e del bambino Sant’Anna di Roma per poter accedere a un trattamento di procreazione assistita e alla diagnosi genetica preimpianto , in modo da poter sapere se l’embrione è sano prima di arrivare all’ impianto. A gennaio dell’anno scorso il «no» del Centro e della Usl Roma A. Ma nemmeno stavolta i due coniugi si sono arresi, con il ricorso al tribunale di Roma, che ieri ha segnato un primo punto a loro favore.

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