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ATAC/ l’Autista del bus notturno flirta con l’amica guidando. Rivolta dei passeggeri

Accade anche questo, lo racconta il Messaggero e non si può non riprendere il fatto. Pare sia accaduto su un mezzo della linea notturna N2, da Rebibbia a Laurentina. L’autista avrebbe fatto sedere in cabina un’amica con la quale, durante il percorso, avrebbe anche scambiato focose effusioni sotto lo sguardo sconcertato dei passeggeri. Tra autisti che guidano mentre inviano sms, o parlano al cellulare con i gomiti sul volante mentre leggono il giornale o mangiano un panino, l’Atac non risparmia nulla al cittadino. Questa la storia. Via Laurentina, è notte fonda, sono da poco passate le tre. Il solito bus notturno è in ritardo, la fermata è senza orari d’arrivo. Ma la sorpresa, quando l’N2 in direzione Laurentina fa capolino, è davvero tanta. In compagnia dell’autista alla guida del mezzo, infatti, c’è un’avvenente signorina: alta, bionda, gonna corta e stivali, ha invaso la cabina «privata» per far compagnia al guidatore. «I due ridono, scherzano, arrivano persino a scambiarsi carezze», il tutto tra lo stupore dei passeggeri.
«Ho preso il bus alla fermata Monti Tiburtini e sono sceso all’altezza di San Paolo – racconta un testimone – Mi sono trovato davanti questa scena assurda. Eppure mi hanno sempre detto: mai disturbare il conducente. In questo caso altro che disturbare. È già grave guidare un mezzo pubblico con una persona seduta accanto, figuriamoci se poi si tratta di una bella ragazza che ti accarezza, gioca e chiacchiera». Insomma «un viaggio faticoso, oltre che pericoloso». «Ad ogni semaforo, sistematicamente, si fermava col verde e aspettava il rosso successivo in modo da essere libero di muoversi…», aggiungono i passeggeri. «La velocità, come sempre per i notturni, è elevata, troppo – raccontano altri testimoni – Le curve sono prese in pieno. La situazione è andata avanti così per quasi tutto il tragitto». Solo una mamma, che si era seduta davanti insieme ai suoi due figlioletti, perde la pazienza quando gli atteggiamenti diventano un po’ troppo spinti: «Voglio il numero dell’Atac, subito. I miei figli hanno 9 e 10 anni, e non vogliono vedere queste scene. Solo in Italia possono accadere cose del genere». Dopo la signora, anche gli altri passeggeri evidentemente disturbati dal comportamento dell’autista, decidono di unirsi alla protesta. La ragazza, allora, dopo un ultimo saluto all’autista, decide di lasciare la cabina e di tornare al suo posto.
Non è la prima volta che i dipendenti dell’Atac si rendono protagonisti di vicende che finiscono al centro di contestazioni. Già il mese scorso, un conducente in preda a una crisi d’amore al telefono, aveva fatto scendere tutti i passeggeri, per poi allontanarsi col suo mezzo.

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