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Toti in tv, non sono un rottamatore. Ma Forza Italia è sul piede di guerra

Il pomeriggio lo trascorre a palazzo Grazioli ad incontrare imprenditori e rappresentanti di categorie fino al debutto Tv nel salotto di Porta a Porta. Giovanni Toti usa toni soft e cautela ribadendo più e più volte di non essere un «rottamatore» nè tantomeno il numero due di Forza Italia. Certa ormai è la presenza fissa accanto al Cavaliere in tutte le riunioni e numerose le interviste in cui insiste nella necessità di rinnovare il partito, gettando così scompiglio nelle file azzurre. Ecco perchè nelle stesse ore in cui l’ormai ex direttore del Tg4 era a registrare la trasmissione televisiva a via del Plebiscito il Cavaliere è stato impegnato in un vertice fiume (circa tre ore) con i big di Fi, Fitto in testa, cercando di placare gli umori e soprattutto chiarendo ancora una volta di non voler escludere nessuno dagli assetti del suo partito. Una strategia, quella di rasserenare gli animi, a cui Toti fa da sponda elogiando i dirigenti azzurri,definendoli la «spina dorsale» di Forza Italia, smentendo «contrapposizioni», ma soprattutto ricordando che in Fi non esistono numeri due: «C’è un numero uno che è Silvio Berlusconi – dice – poi ci sono infiniti numeri due». È chiaro però che il Cavaliere investe molto su di lui, non è un caso che sia Toti a commentare in televisione a nome di tutto il partito l’accordo raggiunto sulla legge elettorale ripercorrendo le tappe dell’intesa tra il Cavaliere e Matteo Renzi. Il consigliere dell’ex premier sa perfettamente però che la partita è un’altra e che riguarda gli assetti di Fi: «Io non so che tipo di organizzazione voglia dare Berluconi – spiega – non nego ci sia l’ipotesi di un ufficio politico ristretto così come un’ufficio di presidenza allargato». L’ultima parola insomma spetta al Cavaliere che avendo dato il via libera definitivo all’accordo raggiunto sulla legge elettorale è stato ‘costrettò a rimettere la testa sul partito. L’argomento non lo entusiasma: quasi quasi faccio chiudere il portone, ha confidato ad alcuni amici che erano andati a salutarlo nel primo pomeriggio. Il Cavaliere però sa perfettamente che una soluzione va trovata soprattutto con quei dirigenti (e Fitto è uno di questi) che possono contare su un forte radicamento nel territorio. L’ex ministro che non ha mai pensato di lasciare Forza Italia insiste nel chiedere rispetto per la classe dirigente del partito. Argomento affrontato oggi con l’ex premier nel corso dell’incontro in cui i dirigenti azzurri sono tornati a chiedere a gran voce il rispetto del regolamento e quindi la nomina al più presto di un ufficio di presidenza allargato ribadendo piena lealtà ma una maggiore collegialità e coinvolgimento nelle decisioni. Tutte le altre ipotesi messe sul campo sono state rispedite al mittente compresa la proposta studiata da Toti di creare un tavolo politico per la scrittura del programma. Bocciata anche l’idea di procedere con un comitato ristretto e poi con l’ufficio di presidenza. I piani del Cavaliere sono altri tant’ è che con i fedelissimi sarebbe tornata in auge l’ipotesi di nominare entro pochi giorni un esecutivo ristretto: Io – avrebbe messo in chiaro – non voglio escludere nessuno ma sono convinto che forze nuove possano dare nuovi impulsi.

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