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CEM/L’occupazione continua. Intanto si cerca una convenzione per garantire il personale fino ad aprile

E’ di nuovo occupazione al Cem (Centro di educazione motoria) di Via Ramazzini, ma il servizio continua regolarmente. Da ieri mattina, infatti, operatori e genitori dei ragazzi assistiti, presidiano l’edificio in attesa di risposte. Come il mese scorso, si tratta di una “occupazione in bianco con servizio ai disabili”. Due giorni fa, la dirigenza Cri ha comunicato alle organizzazioni sindacali che dal 1 febbraio (lunedì prossimo) non ci sarebbe stato più personale Cri, in quanto ormai il Cem “è un problema della Regione, i contratti del personale precario saranno interrotti e ed il personale di ruolo sarà collocato in altri servizi Cri”. Le rappresentanze sindacali hanno immediatamente risposto che “dopo decenni di precariato, sentenze di stabilizzazione non eseguite e rimpalli di responsabilità, ricatti alle istituzioni sulla pelle dei disabili e del personale, ancora una volta i lavoratori si mobilitano in difesa del posto di lavoro e del servizio”. Dopo la permanenza dei lavoratori e dei genitori dei ragazzi disabili nei corridoi della struttura la notte scorsa, arrivano i primi tentativi di rassicurazione: « Stiamo facendo di tutto – ha detto la Dott.ssa Carla Salvitti, Direttore sanitario del Cem della Asl RmD – anche il direttore della Cri me lo ha confermato, per cercare altre convenzioni per garantire il personale almeno per i prossimi 3-4 mesi, in attesa di un’ulteriore definizione. Il direttore della Cri ha mandato un’offerta alla Regione proprio in questa direzione. Noi siamo subentrati alla Cri per diversi servizi, ma mancava il passaggio del personale, che si è arenato perché il ministero dell’economia ha mandato un parere negativo sull’accordo che era stato stipulato (il protocollo d’intesa sottoscritto tra Cri, Regione e Asl Rmd, ndr) per mancanza di copertura. E’ chiaro che il personale sta un po’ sulle spine». Intanto, gli operatori del Cem continueranno a lavorare regolarmente, rispettando il contratto firmato nel 2008. «Noi non abbiamo firmato più niente – ha detto Lorena Guidi, coordinatrice nazionale precari della Cgil – né una lettera di fine contratto che ci volevano far firmare il 31 dicembre né altro contratto». A essere sulla graticola più di tutti infatti sono proprio i precari che hanno tempo fino a dicembre 2014 di far valere il loro diritto a finire il percorso legale che gli consente la stabilizzazione. «Noi non siamo un costo aggiuntivo – ha continuato la Guidi – non è un aumento di spesa pubblica, siamo un costo che lo Stato sostiene attraverso la Regione. Noi facevamo parte del protocollo, che aveva fissato dei termini sul fatto di dare continuità al servizio e al personale». Intanto, «dopo l’ipotesi del commissario Ronzi di stipulare un contratto di tipo privato – ha concluso Lorena Guidi – è atteso per il 15 febbraio un tavolo di trattativa alla Funzione Pubblica per definire la possibilità di fare un contratto nazionale per tutta l’associazione Cri». Sono solo ipotesi per ora, che devono trovare una soluzione concreta e tempestiva per i lavoratori, che rappresentano l’ultimo tassello ancora da risolvere nella complessa vicenda del Cem. Intanto, nei prossimi giorni, rimane un presidio permanente di lavoratori e genitori, presenti a rotazione, nella struttura, almeno fino a quando non viene messo nero su bianco l’accordo proposto oggi che prevedrebbe la proroga del servizio di altri 4 mesi. Alessandra De Gaetano

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