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AMA, eterna incognita

Ricominciamo da capo. Non sapppiamo se e quanto reggerà, visto i precedenti, ma per ora Daniele Fortini, attuale presidente di Federambiente, è il nuovo presidente e Ad di Ama. Siamo tutti ancora scioccati dalla incredibile vicenda di Ivan Strozzi, presentato all’opinione pubblica romana solo una manciata di giorni fa e osannato come l’uomo della provvidenza ( il buon De Luca, figura storica dell’Aula Giulio Cesare aveva garantito per lui, platealmente) e fatto fuori nel giro di 24 ore dopo che qualcuno aveva fatto saltare fuori uno scheletro giudiziario nell’armadio di questo manager venuto dal Nord, targato Pd e garantito come usato sicuro. Dopo il ritiro di Strozzi(“ma gliela farò pagare”, ha dichiarato eclissandosi), Marino e i suoi si sono rituffati nei curricula, rossi dalla vergogna e sono poi ricomparsi trionfanti con in mano il dossier di un altro campione della lotta ai rifiuti, questa volta proveniente da Napoli. Daniele Fortini, altro spessore, assicurano. Ma si è gelato il sangue a tutti – e i media sono impazziti – quando beffardamente una dei leader dell’opposizione in Campidoglio, la bionda Sveva Belviso (oggi Ncd), ha fatto sapere che anche questo campione aveva i suoi guai con la Corte dei Conti. Vicenda archiviata, hanno assicurato dopo alcune ore di panico i portavoce della Giunta, ma intanto la frittata era fatta. E sottolinea la incapacità di Marino e del suo cerchio magico di comunicare, da un lato, e l’arroganza del Pd capitolino dall’altra. Ma come, siete appena scivolati su una buccia di banana, avete già commesso una serie di gaffe imbarazzanti in pochi mesi e non controllate le cose per bene? Sarebbe bastato dirlo, comunicarlo, anticipando tutti. Se il nuovo manager è giudizialmente sano, se non c’è niente da nascondere, perché non dire tutto e subito. Rispetto ai Panzironi di turno, e al povero Strozzi, questo Fortini sembra essere di tutt’altra levatura professionale. Non è in quota al partito, a quanto pare, e non ha molte frequentazioni capitoline. Dal curricula – quello che viene dalla lettura dei giornali, non quello ufficiale – emerge una serie di rapporti, di conoscenze, una “rete” invidiabile. Ha resistito a Napoli, pasticciando con delle assunzioni, riuscirà a ridurre alla ragione la capitale? Il manager Fortini ha gestito anche l’azienda partenopea che si occupa dei rifiuti. Era a Napoli dal 2008. Aveva lavorato con la giunta Iervolino e ha continuato a collaborare con De Magistris. E’ presidente di Federambiente dal luglio del 2005. è stato consigliere delegato della Publiservizi di Firenze (si possono supporre frequentazioni renziane?) e dirigente di Confservizi-Cispel Toscana. Fa inoltre parte di numerosi organismi tecnico-consultivi istituzionali del settore ambientale. Da vent’anni impegnato nel mondo delle utilities inaziende dei settori del gas, dell’acqua e dei rifiuti, è stato vicepresidente di Fiorentina Ambiente, consigliere dell’Agenzia regionale toscana per l’ambiente e sindaco di Orbetello. È anche presidente di Iswa Italia, la sezione italiana dell’International Solid Waste Association che riunisce circa 1.100 tra organizzazioni di gestori del ciclo dell’igiene urbana e soci individuali di oltre settanta Paesi di tutto il mondo. Viene da chiedersi perché Luigi De Magistris e il suo vice Tommaso Sodano abbiano lasciato andare un tecnico così prezioso. Fortini ha già cominciato a prendere le misure del nuovo incarico, ha già rilasciato, purtroppo, le prime dichiarazioni, “voglio differenziata e umiltà”, ha detto. Dovrà assorbire le linee di indirizzo indicate dall’assessore capitolino all’ambiente Estella Marino: no alla costruzione di termovalorizzatori, innalzamento della raccolta differenziata in città al 65% entro il 2015, realizzazione ed avvio di impianti biodigestori anaerobici. Fortini – settantamila ero all’anno di ingaggio, raddoppiabili al conseguimento degli obiettivi, è di scuola diversa. Dovrà adeguarsi. Ci riuscirà? Giulio Terzi

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