| categoria: Cultura

MOSTRE/ A Venezia l’urlo della natura della ‘Genesi’ di Salgado

Sebastiao Salgado, considerato il più importante fotografo documentario del nostro tempo, fa capire che il suo lavoro, il suo ultimo progetto cominciato una decina di anni fa alle Galapagos e sviluppatosi in angoli ‘perdutì del mondo, è un inno alla vita, al mondo »com’era e com’è«. Un viaggio alla scoperta del »nostro ambiente«, con una forte valenza spirituale nei confronti della natura, ma anche un grido di allarme e un monito: »ci deve essere l’impegno di tutti per lavorare per salvare il nostro pianeta«, a partire dai governi. Salgado è a Venezia, ai ‘Tre Ocì alle Zitelle, per la vernice della mostra »Genesi« – aperta da domani all’11 maggio – che, attraverso 240 fotografie, documenta la sua ricerca tesa a contribuire alla salvaguardia del pianeta, a un cambio dello stile di vita, a creare una nuova armonia tra uomo e natura. »Noi – dice – siamo parte di un tutto che ci avvolge. Pensiamo di vivere a lungo ma viviamo in una natura che vive molto più a lungo di noi. Non possiamo non pensare di essere parte di un tutto. Il mio è un progetto di vita«. Il fotografo parla del suo prossimo progetto, del fatto che i soldi per i grandi interventi a favore di un nuovo rapporto tra uomo e natura si possono trovare, basta cambiare prospettiva – »pensiamo a quanto costano gli aerei da combattimento« -, del bisogno di lavorare »per non lasciare un deserto attorno a noi« visto che tra qualche decennio gran parte degli abitanti del mondo vivranno in megalopoli. Ma a ‘urlarè sono soprattutto le sue foto: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa; e poi ancora, le montagne dell’America, del Cile e della Siberia. »Personalmente – ha dichiarato Salgado – vedo questo progetto come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura. L’ho chiamato Genesi perchè, per quanto possibile, desidero tornare alle origini del pianeta: all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita; alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento; alle remote tribù dagli stili di vita cosiddetti primitivi e ancora incontaminati; agli esempi esistenti di forme primigenie di insediamenti e organizzazione umane«.

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