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POMPEI/ Massimo Osanna nominato soprintendente, 83 dirigenti contestano Bray

Una nomina che «ignora» e «stravolge» le regole e «offende». Firmata da 83 dirigenti del Mibact su 166 arriva sulla scelta di Massimo Osanna a soprintendente di Pompei una lettera molto dura nella quale si chiede al ministro Bray «l’immediata sospensione del procedimento e il ripristino delle regole». Anche se proprio ieri in Senato, rispondendo ad un’interrogazione, il ministro ha difeso le ragioni della sua scelta. Nella lettera, anch’essa postata ieri sul sito della Conferenza dei dirigenti Mibac, si ricordano le procedure da seguire in queste scelte, nonchè le necessità di risparmio imposte al ministero dalla spending review, e si fanno notare le similitudini con la vicenda, qualche anno fa, della nomina, voluta dall’allora ministro Bondi, di Vittorio Sgarbi alla guida del polo museale di Venezia. Nomina che venne alla fine bocciata dalla Corte dei Conti. Una soluzione, aggiungono i dirigenti, «peraltro già ritenuta inadeguata proprio nel caso della precedente nomina di alcuni docenti universitari, il cui incarico venne cassato nel 2008 in virtù di una verifica circa la non fungibilità del ruolo di soprintendente da parte di un professore di II fascia». Da qui l’allarme: i soprintendenti e i dirigenti del ministero segnalano il pericolo di una scelta «che in primo luogo getta discredito sul ruolo dei professionisti del ministero e che evidenzia la disistima nei confronti del loro operato attraverso la totale esclusione di un soprintendente archeologo dalla guida di uno dei siti simbolo del patrimonio archeologico italiano. Le chiediamo pertanto con intendimento unanime – scrivono – l’immediata sospensione del procedimento e il ripristino delle regole, affinchè sia possibile assicurare una corretta valutazione delle competenze specifiche dei soprintendenti e dirigenti del ministero, offese da una procedura che espone ad arbitrii inaccettabili il futuro della tutela del patrimonio culturale italiano». Bray ha spiegato ai senatori il perchè della sua scelta (che aveva già suscitato polemiche nei giorni scorsi) sottolineando che le sei candidature ricevute dal ministero sono state «esaminate con attenzione» scegliendo poi il profilo «professionale più aderente alle esigenze» del parco archeologico. «La scelta è ricaduta sul professor Osanna che ha ricoperto il ruolo di sovrintendente nel mio ministero in Basilicata, ma che vanta anche un curriculum particolarmente ricco proprio riguardo agli studi archeologici sul mondo di Pompei». Una scelta, ha ribadito il ministro, che giustifica il ricorso a professionalità esterne «non perchè il ministero non abbia eccellenti archeologi su cui poter contare, ma perchè proprio nel caso di Pompei non basta soltanto una competenza tecnica ed un’ordinaria competenza amministrativa, ma occorrono qualità speciali e un curriculum con esperienze diversificate, oltre che una particolare attenzione al mondo degli studi all’interno del nostro Paese e anche internazionale».

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