| categoria: economia

Telecom, Fossati aspetta il ‘redde rationem’ sulla governance

Telecom si prepara al ‘redde rationem’, gli occhi puntati sul cda di settimana prossima nell’attesa di una decisione su governance e Brasile, in primis quelli di Marco Fossati, ormai etichettato come l’azionista ‘attivistà ma non solo, anche il mercato che in questa settimana ha visto riaccendersi l’appeal speculativo sul titolo aspetta che si scoprano le carte. «Mi auspico e mi aspetto che giovedì (6 febbraio, ndr) arrivi in Cda una proposta e si verifichi chi è a favore e chi contro. Al di là dell’analisi auspico arrivino con una proposta», ha detto all’ANSA il numero uno di Findim. «Nessun processo alle intenzioni ma aspetto di vedere qual’è la posizione del management, che il 20 dicembre si era dimostrato disponibile» ha aggiunto senza anticipare quali saranno nel caso i passi successivi se, come più probabile, si dovesse andare all’assemblea di aprile per il rinnovo del cda con l’attuale sistema dei 4/5. «Vediamo, sulla lista – a domanda diretta risponde – c’è tempo. Spero di non averne bisogno». Di certo Fossati, in portafoglio il 5,004% dopo il recente arrotondamento, non intende disimpegnarsi. «Non vendo a 80 centesimi! Telecom ne vale 1 euro e mezzo! (oggi ha chiuso a 0,825 euro, ndr) E si può fare valorizzare questa società, basta volerlo. Certo la risalita è lentissima ma se già ci fosse una società contendibile (una public company ovvero senza la predominanza di Telefonica, ndr), se ci fosse una visione strategica chiara, il mercato lo riconoscerebbe subito». Per ora è solo Naguib Sawiris a corteggiare Telecom. «Perchè Sawiris non compra sul mercato? Aumenti non sono necessari» commenta scettico Fossati con l’ANSA davanti all’offerta (a parole) del miliardario egiziano di investire nel gruppo attraverso un aumento di capitale da 3-4 miliardi. Solo su due aspetti Fossati dà ragione a Sawiris, quando dice che le condizioni alle quali investirebbe sono non vendere Tim Brasil e senza Telefonica. Se di aumento di capitale si vuol parlare, quale necessità per accelerare gli investimenti dell’agenda digitale, basterebbe «apportare Metroweb in natura, sarebbe già un’accelerazione e quello che serve ancora lo si potrebbe introdurre gradualmente» spiega Fossati e aggiunge «sicuramente Vito Gamberale porterebbe molto alla società, il Fondo F2i potrebbe fare il suo mestiere che è quello di investire nelle infrastrutture». Sul Brasile intanto i rumors si moltiplicano e secondo indiscrezioni l’ad Marco Patuano starebbe lavorando a tutto campo, anche sondando l’interesse di eventuali partner (il Sole24Ore lo vorrebbe in contatto con Vivendi per un’aggregazione con Gvt). «Un eventuale slittamento dell’offerta per Tim Brasil potrebbe aprire nuovi scenari – commenta l’analista di Intermonte – rammentiamo che la richiesta di Vivendi per Gvt era intorno a 7/8 miliardi di euro, pertanto richiederebbe un aumento di capitale e tale acquisizione non sarebbe approvata da Telefonica» commenta Intermonte.

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