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VATICANO/ Comincia dai dicasteri la ‘cura dimagrante’ di Bergoglio

In attesa che si dispieghino le ampie riforme richieste dal Papa sulle strutture della Chiesa in vista di una razionalizzazione della Curia vaticana e di possibili accorpamenti di dicasteri, papa Francesco procede già a piccoli aggiustamenti e snellimenti che vanno a incidere direttamente, a volte anche con esiti traumatici, sul personale della curia. È il caso di tre sacerdoti che operavano alla Congregazione per il Clero il cui servizio è, anticipatamente, terminato oggi. L’ufficio presso cui svolgevano il loro incarico alla Congregazione e che si occupava di contenziosi giuridici riguardanti le diocesi, è stato infatti ritenuto superfluo dal momento che per simili problemi, secondo quanto è stato deciso in Vaticano, queste possono rivolgersi alle rispettive conferenze episcopali di appartenenza. Sulla decisione ha influito inoltre la volontà di papa Francesco di rimandare presso le diocesi di provenienza, per compiti più pastorali, preti e religiosi che hanno invece trascorso la maggior parte del loro servizio nella burocrazia interna alla curia, proprio come in questo caso. Così già da diverse settimane, una nota siglata dal Papa è arrivata sulla scrivania del nuovo prefetto della congregazione per il Clero, il cardinale ‘in pectorè Beniamino Stella, indicante i nomi dei tre sacerdoti, due italiani, uno del Centro-America che al 31 gennaio sarebbero dovuti rientrare nelle loro diocesi. La decisione non è stata priva di conseguenze sui tre ‘impiegatì vaticani, due dei quali almeno, pur avanti con l’età, non hanno ancora raggiunto i contributi necessari per il conseguimento della pensione senza contare che il trattamento economico in diocesi è ben al di sotto di quello riscosso in curia. Ma ancor più che lo stipendio soprattutto, ciò che avrebbe provocato maggiore sgomento nei tre sacerdoti è l’incertezza relativa al proprio futuro che la decisione determina. Il trasferimento presso la diocesi di appartenenza, infatti, costringe anche il vescovo a trovare in tempi brevi un nuovo incarico per il sacerdote ‘rimandato indietrò e non è affatto detto che questo sia in grado di individuarlo. Al momento certamente scarseggiano le parrocchie da destinare e i tre sacerdoti rischiano più che altro di trascorrere i prossimi mesi senza un incarico qualificante. I tre sacerdoti non hanno nascosto il loro disagio e disorientamento nel dover intraprendere daccapo un nuovo cammino quando ne avevano uno già avviato da tempo, contando anche l’età non più giovane, ma certamente a decisioni di questo tipo ci si dovrà abituare sempre di più. Francesco infatti non ama i preti solo da scrivania e intende razionalizzare e valorizzare le «risorse umane» del Vaticano mettendole più al servizio pastorale delle diocesi che non a quello burocratico dei dicasteri.

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