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CONCORDIA/ Sub muore durante i lavori sotto il relitto

Un sommozzatore spagnolo è morto questo pomeriggio mentre lavorava sotto il relitto della Costa Concordia. È la prima vittima di un incidente sul lavoro nel cantiere al Giglio, in passato c’erano stati dei ferimenti. La procura di Grosseto ha fatto sequestrare la parte di cantiere dove c’è stato l’incidente e avviare accertamenti sull’accaduto. Il tecnico subacqueo si chiamava Israel Franco Moreno, aveva 41 anni, era originario di La Coruna. Era in immersione quando si è infortunato gravemente lavorando a delle lamiere: si sarebbe incastrata una gamba mentre era impegnato in operazioni preliminari al montaggio sulle murate della nave dei cassoni che dovranno riportare la Concordia in galleggiamento. Il primo a soccorrerlo, ad una decina di metri di profondità, è stato il compagno di immersione, che è riuscito a riportarlo in superficie dove sono subito intervenuti medico e paramedico del cantiere, e quindi anche il personale del 118 presente sull’isola e accorso sul posto. Quando lo spagnolo è stato tirato fuori dall’acqua, ed è stato soccorso sulla piattaforma galleggiante che ospita il personale del consorzio Titan Micoperi, era ancora cosciente. Ma le ferite subite sott’acqua gli avrebbero causato un forte dissanguamento e continui scompensi cardiaci, fino al decesso. I tentativi di rianimazione sono stati vani. Nel cantiere della Concordia, viene spiegato, ogni sub quando lavora in immersione ha come ‘angelo custodè un collega che rimane in osservazione (‘stand by diver’) e interviene se ci sono problemi. Così è successo anche per il sommozzatore spagnolo, ma l’intervento tempestivo garantito da questa pratica non è bastato a causa delle gravi ferite riportate nell’incidente sott’acqua. Un elicottero del 118 ha recuperato la salma, poi trasferita in ospedale sulla terraferma. «Un sub è purtroppo deceduto questo pomeriggio in seguito ad un incidente avvenuto nel corso delle operazioni subacquee previste in area di cantiere. La dinamica dell’incidente è in fase di accertamento», riporta un comunicato del consorzio Titan Micoperi. Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, ha espresso ai familiari il cordoglio della comunità dell’isola dicendosi «estremamente dispiaciuti e addolorati nell’aver appreso questa notizia che rende ancora più dolorosa una vicenda in cui tutti siamo impegnati, per le nostre rispettive competenze, a vedere risolta quanto prima». Cordoglio lo ha espresso anche la struttura del Commissario delegato per l’emergenza naufragio nave Costa Concordia. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha rinnovato «la stima e l’apprezzamento per il lavoro degli uomini e delle donne che da quasi due anni e senza risparmiarsi, operano quotidianamente in condizioni difficili e non prive di rischi per conseguire il comune obiettivo di allontanare la Concordia dal Giglio». Di «rabbia e dolore» ha parlato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: «Un altro lutto si aggiunge alla lunga lista di vittime di questa nave aggiungendo dolore al dolore. E, al dolore, si aggiunge anche la rabbia per un’altra morte sul lavoro di un giovane che non stava facendo altro che il suo dovere». Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando si è detto «profondamente colpito e dispiaciuto dalla notizia, un’altra morte che si aggiunge alle altre della tragedia della nave».

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