| categoria: Roma e Lazio

VIGILI/Non si governa il traffico a colpi di tweet

Non ci accodiamo all’entusiasmo generale per le gesta del comandante Raffaele Clemente. E non solo perché dopo averci tenuto sulla corda per due settimane ha rifiutato di darci un’intervista. Decisione legittima, intendiamoci, ma discutibile e soprattutto non adeguatamente motivata. Non discutiamo il professionista, il dirigente e nemmeno l’uomo. Eccepiamo su altro, naturalmente, ma abbiamo qualcosa da obiettare anche sul modo di comunicare con gli utenti e di fare il “simpatico” seguendo la moda del momento. Il cinguettio, Twitter, è una maschera, puo’ diventare un alibi. Avevamo preparato per lui una decina di domande, volevamo pubblicarle, poi abbiamo lasciato perdere. Nessuna polemica inutile e strumentale. Dividiamo gli argomenti. L’uso di twitter per segnalare abusi e la gestione delle migliaia di uomini della Municipale capitolina. Per quanto riguarda il primo punto funziona nell’immediato ma non può essere un sistema (e un alibi, lo ripetiamo), per il secondo a giudicare dagli umori della base e dei sindacati non va affatto bene. E Roma non può permettersi che le cose, queste cose non funzionino.
Partiamo dal primo punto. La vicenda personale del collega Nicoletti, ripresa e amplificata dai giornali e che riproponiamo qui a fianco, non basta a modificare la nostra opinione. L’altro giorno vantava oltre 3mila follower e più di 600 tweet all’attivo, numeri in continua crescita. La gente è contenta, i vigili sono addirittura gentili, cinguettano stupiti i cittadini coinvolti in questo dialogo surreale. Ma questo significa che il comando dei vigili abdica ad una normale gestione del traffico e dell’ordine in città? La tecnologia va bene, ma tutto il resto. Clemente v uol far capire che non si deve più telefonare e segnalare in altro modo? Ma si può raccogliere un dossier di migliaia di pagine per raccontare le mancate (o tardive) risposte alle segnalazioni della cittadinanza, degli utenti in difficoltà. I vigili sono sempre troppo pochi e hanno altro da fare. Esistono i centralini, sono gli stessi di sempre, o creiamo una sovrastruttura che opera solo con twitter? E i milioni di romani che non sono in grado di cinguettare? Si devono arrangiare? Non è il caso di occuparsi seriamente del sistema nel suo complesso e integrare la risorsa twitter in qualcosa di più organico? Le domande – retoriche – portano al secondo punto. L’azione dei vigili urbani è frammentaria, discontinua. Storicamente inadeguata. E’ questione di numeri, di risorse, ma anche di organizzazione. Non è un caso che la categoria sia in rivolta. Ma si tratta di una categoria troppo importante per gli equilibri della città per essere abbandonata a se stessa. Francesco Vitale

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